Il ministro Valditara: “Nelle scuole stop alla propaganda sul referendum, serve confronto”

Il ministro ha infine ricordato che alcune segnalazioni sono già arrivate. In presenza di casi documentati, ha concluso, sarà necessario verificare come si sono svolti gli incontri nelle scuole (foto d'archivio)

MILANO – La scuola deve essere uno spazio di confronto, non un luogo di propaganda. Lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara durante una visita all’Istituto superiore Galilei-Luxemburg di Milano, intervenendo sul tema degli incontri organizzati negli istituti in vista del referendum sulla giustizia.

Secondo il ministro, l’utilizzo di risorse pubbliche all’interno della scuola impone particolare attenzione. «Se con i soldi pubblici, in una struttura pubblica come la scuola, si fa propaganda in un senso o nell’altro, questo non va bene», ha affermato. Valditara ha comunque sottolineato che discutere di questi temi è legittimo, purché avvenga «nel pluralismo e con spirito critico». Chi non condivide questo principio, ha aggiunto, dimostra «una mentalità totalitaria» non compatibile con i valori costituzionali.

Il ministro ha poi chiarito il senso della richiesta rivolta agli uffici competenti. «Non ho chiesto maggiori controlli – ha spiegato – ma opportune verifiche quando arrivano segnalazioni di propaganda a favore di uno o dell’altro quesito referendario».

Valditara ha inoltre respinto le critiche legate alla libertà di espressione sui social. «Non è la dichiarazione che fa sui social il ministro, come sostiene qualcuno che non conosce la democrazia», ha detto. «Un docente, un ministro o un magistrato è liberissimo di esprimere sui propri profili una dichiarazione di voto».

Il ministro ha infine ricordato che alcune segnalazioni sono già arrivate. In presenza di casi documentati, ha concluso, sarà necessario verificare come si sono svolti gli incontri nelle scuole.