PONTIDA (BG) – Sarà una cerimonia sobria, raccolta e senza formalità istituzionali quella con cui domani, domenica 22 marzo alle ore 12, verrà dato l’ultimo saluto a Umberto Bossi nell’abbazia di San Giacomo a Pontida.
La capienza della chiesa, affacciata su piazza del Giuramento, è limitata a circa 400 posti, che saranno riservati a familiari, amici e ospiti. Per tutti gli altri l’accesso sarà libero fino a esaurimento, senza distinzioni di ruolo o appartenenza: una scelta che richiama lo stile diretto e popolare che ha caratterizzato per anni la figura del fondatore della Lega.
La famiglia ha voluto una celebrazione priva di cerimoniale ufficiale. Niente interventi politici sul sagrato, nessun discorso istituzionale: solo la liturgia e il ricordo personale. L’organizzazione è stata curata insieme ad alcuni militanti storici e al ministro Giancarlo Giorgetti, nel segno della discrezione.
L’unico momento simbolico fuori dal rigore della funzione religiosa è previsto al termine della cerimonia. All’uscita del feretro, un coro degli alpini eseguirà il “Va, pensiero”, brano che nel tempo è diventato uno dei simboli identitari della storia leghista e della figura di Bossi.
Nonostante il carattere privato della cerimonia, sarà significativa la presenza istituzionale. A Pontida sono attesi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier Antonio Tajani, i presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il leader della Lega Matteo Salvini, oltre ai ministri Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli. Prevista anche la partecipazione dei governatori Attilio Fontana e Luca Zaia e dei vertici del partito.
Per ragioni di sicurezza, l’area sarà parzialmente interdetta al traffico e contingentata. Chi non riuscirà ad accedere all’interno dell’abbazia potrà seguire la cerimonia dall’esterno, lungo il vialetto antistante, dove sarà installato un maxischermo con diretta streaming. Prevista anche un’area dedicata alla stampa, mentre ai giornalisti non sarà consentito l’ingresso in chiesa.
Pontida si prepara così a un addio che unisce dimensione privata e valore simbolico, nel luogo che più di ogni altro rappresenta la storia politica di Umberto Bossi.













