Export del vino italiano, cresce la domanda nei mercati in Europa dell’Est e in Asia

Nel segmento dei vini rossi piemontesi, Repubblica Ceca, Polonia e Messico rappresentano i principali sbocchi (foto d'archivio)

ROMA – L’analisi Wine Monitor di Nomisma sulle nuove rotte dell’export del vino italiano nei 13 mercati emergenti evidenzia una crescita diffusa tra il 2019 e il 2025, con incrementi a tripla cifra sia in valore sia in volume.

Tra i fermi e frizzanti imbottigliati, la crescita più elevata si registra in Thailandia, seguita da Angola e Romania. Per gli spumanti, il primato spetta al Marocco, davanti a Colombia e ancora Thailandia.

Il Prosecco si conferma trainante nei Paesi dell’Est Europa. In particolare, Polonia, Repubblica Ceca e Bulgaria emergono come aree di espansione per i vini bianchi Dop veneti. Per i rossi fermi toscani la Thailandia assume un ruolo centrale, risultando tra i principali mercati e segnando un raddoppio della crescita nel periodo analizzato.

Nel segmento dei vini rossi piemontesi, Repubblica Ceca, Polonia e Messico rappresentano i principali sbocchi. La Repubblica Ceca supera i 3 milioni di euro di importazioni, con un incremento significativo nel quinquennio.

Per i vini siciliani Dop, sia bianchi sia rossi, si confermano dinamiche positive. Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Messico e Thailandia figurano tra i mercati emergenti più rilevanti, tutti con un aumento sensibile degli acquisti.