BUSTO ARSIZIO – Un furto studiato nei dettagli e messo a segno con metodo. È quello avvenuto al cimitero di Borsano, dove nella notte tra venerdì e sabato sono state prese di mira una ventina di tombe, completamente depredate degli arredi in bronzo. Spariti vasi, croci e perfino statue, per un danno complessivo che si conta in migliaia di euro.
Un colpo preparato nel tempo
Non si tratta di un episodio isolato. Già un mese fa, nella notte del 22 febbraio, ignoti erano entrati nel camposanto prendendo di mira alcune sepolture. In quell’occasione erano stati staccati diversi elementi in bronzo, ma parte del materiale più pesante era stato abbandonato tra i vialetti.
Questa volta, invece, il raid è stato portato a termine senza lasciare nulla: segno di un’azione più organizzata e probabilmente pianificata nei dettagli.
Il sospetto del furgone
La scoperta è avvenuta nella mattinata di sabato 28 marzo, quando diversi cittadini si sono recati al cimitero, anche per sistemare le tombe in vista della Pasqua dopo i danni causati dal vento dei giorni scorsi.
Il cancello non presentava segni di effrazione, ma è evidente che i ladri siano riusciti a entrare con un mezzo, verosimilmente un furgone. Solo così sarebbe stato possibile trasportare manufatti pesanti anche diverse decine di chili.
I malviventi hanno agito con precisione, svitando i bulloni che fissavano croci e statue ai marmi e portando via tutto ciò che poteva avere valore sul mercato dei metalli.
L’allarme e i primi riscontri
A dare l’allarme è stato Adriano Landoni, referente del Comitato per Borsano, che ha immediatamente contattato il consigliere Orazio Tallarida. Sul posto si è recato anche il consigliere Emanuele Fiore per verificare quanto accaduto e documentare i danni.
Secondo quanto emerso, alla chiusura del cimitero nella serata di venerdì le tombe erano integre, mentre al momento della riapertura, il giorno successivo, il furto era già stato consumato.
Indagini sulle telecamere esterne
All’interno del cimitero non sono presenti sistemi di videosorveglianza, ma alcune telecamere monitorano le strade di accesso all’area. Saranno proprio queste immagini a poter fornire elementi utili alle indagini per risalire ai responsabili.
Un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza dei luoghi di sepoltura e sulla crescente incidenza dei furti di metalli, spesso destinati al mercato illegale.













