Gallarate, il Centro Parkinson del Sant’Antonio Abate punto di riferimento per le terapie avanzate

Oltre 300 pazienti seguiti ogni anno e nuove cure infusionali per migliorare la qualità della vita
In crescita la presa in carico multidisciplinare e l’integrazione con il territorio

GALLARATE – Il Centro Parkinson del reparto di Neurologia dell’ospedale Ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate si conferma un punto di riferimento nella gestione della malattia e delle sue fasi più avanzate, con oltre 300 pazienti seguiti ogni anno.

Secondo i dati più recenti, nel 2024 sono stati registrati 331 pazienti e nel 2025 324, con una lieve prevalenza del sesso maschile (rapporto 1,5 a 1). Un volume di attività che testimonia la centralità del centro nella rete neurologica del territorio.

Il direttore della Struttura Complessa di Neurologia, il dottor Isidoro La Spina, sottolinea come negli ultimi anni il centro abbia introdotto terapie innovative, in particolare quelle infusionali sottocutanee. Si tratta di trattamenti che consentono una somministrazione continua dei farmaci, riducendo le fluttuazioni motorie e migliorando la qualità della vita dei pazienti nelle fasi più avanzate della patologia.

Il dottor Luca Tricoli, referente del Centro Parkinson, evidenzia inoltre il recente riconoscimento da parte della Società Italiana Parkinson e Disordini del Movimento (LIMPE-DISMOV ETS), che ha inserito la struttura tra i centri di riferimento regionali per le terapie avanzate. Un riconoscimento che rafforza il ruolo dell’ospedale nella rete specialistica.

Il centro ha inoltre avviato un approccio sempre più multidisciplinare, che coinvolge neurologi, fisiatri, logopedisti e neuropsicologi, con l’obiettivo di garantire una presa in carico globale del paziente e non limitata al solo controllo dei sintomi.

L’attenzione all’innovazione terapeutica è costante: farmaci di ultima generazione come apomorfina sublinguale e duodopa sono stati introdotti rapidamente nella pratica clinica, non appena supportati da evidenze scientifiche adeguate. Nei casi più complessi vengono valutate terapie di secondo livello, anche chirurgiche, in collaborazione con centri specialistici esterni.

Il modello di cura punta anche sulla cosiddetta assistenza di prossimità, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai pazienti e ridurre gli spostamenti. È in fase di sviluppo l’integrazione di alcune attività presso la Casa di Comunità di Gallarate, oltre al rafforzamento della collaborazione con le associazioni del territorio come l’Associazione Parkinson Insubria.

Il Centro è accessibile tramite CUP o prescrizione del medico curante, con contatti diretti attivi negli ambulatori di neurologia. Una rete organizzativa che punta a garantire continuità assistenziale, presa in carico personalizzata e un rapporto diretto e stabile tra paziente e specialista.