BUSTO ARSIZIO – Gli psichiatri forensi non sembrano avere dubbi sulla lucidità di Massimo Ferretti e Igor Benedito. Entrambi erano capaci di intendere e di volere il 9 agosto 2024. In quella data Fabio Ravasio fu travolto e ucciso mentre pedalava verso casa.
L’esito delle perizie è stato illustrato oggi davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio. Nonostante le fragilità affettive e il bisogno relazionale rilevati, Ferretti non soffre di patologie invalidanti. Lo stesso vale per Benedito, per il quale è stata esclusa una dipendenza patologica della personalità.
Potrebbe cadere così l’ipotesi della difesa basata sulla presunta manipolazione da parte di Adilma Pereira Carneiro. La donna, madre di Igor e amante di Ferretti, resta la figura centrale del piano omicidiario. Secondo l’accusa, lei avrebbe orchestrato l’eliminazione del compagno per scopi puramente economici.
Nel corso dell’udienza, i giudici hanno preso una decisione anche su Fabio Lavezzo. La richiesta di accesso al rito abbreviato avanzata dai suoi legali è stata rigettata. L’imputato non potrà quindi beneficiare dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna.













