MILANO – Avvio segnato da momenti di attrito alla manifestazione per la Liberazione nel capoluogo lombardo. In via Palestro, la presenza della Brigata ebraica ha provocato proteste, con cori e fischi che hanno rallentato la partenza del corteo per diversi minuti.
“Vergogna” e altre urla si sono levate all’indirizzo del gruppo, mentre lo spezzone di apertura dell’Anpi ha proseguito lungo il percorso. I manifestanti contrari hanno impedito l’avanzata della Brigata ebraica, circondata dai City Angels e dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa, intervenute per contenere la situazione e permettere il proseguimento.
La contestazione si inserisce in una polemica ricorrente che anche nel 2026 coinvolge la partecipazione della Brigata ebraica alle celebrazioni del 25 Aprile. Il Coordinamento per la pace di Milano, in una nota, ha definito “inaccettabile” la presenza di bandiere riconducibili allo Stato di Israele, utilizzando espressioni critiche nei confronti del Paese.
Nel documento, il gruppo mette inoltre in discussione il ruolo storico della Brigata ebraica, sostenendo che non avrebbe preso parte diretta alla guerra partigiana, ma operato nelle retrovie dell’esercito britannico con finalità politiche legate alla nascita di Israele.
La presa di posizione si estende anche al quadro internazionale. Il Coordinamento critica la linea dell’Unione Europea nei confronti della Russia, parla del conflitto in Ucraina come di una “guerra Nato-Russia” e richiama le politiche di Stati Uniti e Israele in Medio Oriente, citando tensioni in Iran e Libano e i conflitti degli ultimi decenni.













