VARESE – Si è conclusa con valutazioni differenti la nona Rassegna di Diritto Pubblico dell’Economia promossa da Upel a Ville Ponti. Al centro del dibattito la legge 1 del 7 gennaio 2026, la cosiddetta riforma Foti, che ridefinisce responsabilità amministrativa e funzioni della Corte dei Conti.
Nel messaggio introduttivo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha difeso l’impianto della riforma, collegandolo alla necessità di superare la burocrazia difensiva e la “paura della firma”. Secondo Fontana, la tipicizzazione della colpa grave e il rafforzamento del ruolo consultivo della Corte possono sostenere la capacità decisionale delle istituzioni senza ridurre le garanzie.
Più prudente il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini. Ha riconosciuto le difficoltà operative dei piccoli comuni, soprattutto dove mancano figure tecniche esperte, ma ha sostenuto che il Paese abbia bisogno di riforme più profonde, dagli enti locali alla giustizia. “Non credo porterà grandissimi risultati”, ha detto riferendosi alla riforma.
Il commercialista Marco Castellani ha invece evidenziato le incertezze applicative emerse nei primi mesi di entrata in vigore della norma. Ha chiesto interpretazioni uniformi tra le sezioni regionali della Corte dei Conti e ha invitato a evitare sovrapposizioni tra controllo contabile e attività consultiva.
Critico il sindaco di Varese Davide Galimberti. A suo giudizio il vero problema resta la complessità normativa italiana. Secondo il primo cittadino, intervenire sulla Corte dei Conti significa agire soltanto “sull’ultimo anello della catena”.
Dal mondo produttivo Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, ha indicato nella digitalizzazione e nell’efficienza organizzativa le vere leve per accelerare la pubblica amministrazione. Durante il confronto è stato affrontato anche il tema delle coperture assicurative per dirigenti e funzionari, previsto dalla riforma ma ancora senza un quadro operativo definito.













