Addio al cardinale Camillo Ruini, protagonista della Chiesa italiana tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Addio al cardinale Camillo Ruini, protagonista della Chiesa italiana tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI
Storico presidente della Cei e vicario del Papa per la diocesi di Roma, aveva 95 anni. Negli ultimi anni aveva continuato a intervenire nel dibattito culturale e politico

Si è spento all’età di 95 anni il cardinale Camillo Ruini, vicario generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma e arciprete emerito della basilica papale di San Giovanni in Laterano. Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più influenti della Chiesa italiana tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila.

Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, Ruini è stato per oltre quindici anni presidente della Conferenza Episcopale Italiana, guidando l’episcopato nazionale in una fase segnata da profondi cambiamenti sociali e culturali. Fu creato cardinale da san Giovanni Paolo II nel 1991 e rimase vicario del Papa per la diocesi di Roma fino al 2008.

A darne notizia è stata la Cei. «Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana», ha dichiarato il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi.

Gli ultimi anni e la malattia

Teologo raffinato e punto di riferimento del pensiero ecclesiale italiano, negli ultimi anni viveva in sedia a rotelle ma aveva conservato una notevole lucidità intellettuale. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane.

Nel luglio 2024 era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per un infarto, dal quale si era ripreso. Successivamente aveva affrontato con esito positivo anche un problema renale.

Proprio negli ultimi tempi aveva concentrato le sue riflessioni sul tema della morte. In una recente intervista aveva confessato di provare soprattutto «pentimento per le tante cose che avrei potuto fare e non ho fatto».

Una delle figure più influenti della Chiesa italiana

Ordinato sacerdote nel 1954, dopo gli studi alla Pontificia Università Gregoriana insegnò filosofia e teologia in Emilia, ricoprendo numerosi incarichi pastorali. Nel 1983 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla.

Dal 1991 al 2007 fu presidente della Cei, diventando uno dei principali interpreti del magistero di Giovanni Paolo II e, successivamente, di Benedetto XVI. Durante il suo lungo mandato insistette sulla centralità dei cosiddetti valori non negoziabili, dalla difesa della vita al ruolo pubblico dei cattolici.

La sua presenza nel dibattito nazionale suscitò spesso polemiche e accuse di ingerenza da parte di alcuni ambienti politici, ma contribuì a fare della Chiesa italiana un interlocutore centrale nella vita pubblica del Paese.

Il Family Day e il dibattito sui temi etici

Nel 2007 promosse il primo Family Day, diventando uno dei principali sostenitori della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Si espresse più volte contro l’aborto, l’eutanasia e il riconoscimento delle unioni omosessuali, posizioni che gli valsero sia ampi consensi nel mondo cattolico sia dure contestazioni.

Anche dopo aver lasciato gli incarichi istituzionali continuò a intervenire sui temi culturali, religiosi e politici, mantenendo un ruolo autorevole all’interno della Chiesa italiana.

Con la morte del cardinale Camillo Ruini si chiude una pagina significativa della storia ecclesiale del nostro Paese, segnata da una forte presenza pubblica del cattolicesimo e da un’intensa stagione di confronto tra fede, cultura e società.

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