VARESE È ancora scontro sulle scuole. La relazione dell’assessore ai servizi educativi Patrizia Tomassini (Pdl), che ha letto davanti al pubblico una dichiarazione per cercare di chiarire la politica della giunta sulla razionalizzazione scolastica, ha lasciato più punti interrogativi che certezze. Queste almeno le reazioni a caldo da parte del mondo politico e dei genitori, che anche ieri sera erano presenti in consiglio con striscioni ed in grande numero. «Riconosciamo che sia importante fare chiarezza sui contenuti e sul metodo di lavoro – ha detto la Tomassini – per cercare di arrivare alla soluzione migliore per tutti. Per quanto riguarda i contenuti, distinguiamo tra verticalizzazione e razionalizzazione delle strutture». E fin qui è tutto come era stato detto. L’assessore entra poi nel merito delle polemiche e di fatto porge le proprie scuse alla cittadinanza per la confusione che si è creata. «Razionalizzare le strutture è un’esigenza largamente condivisa in base a criteri di buon senso – prosegue – e di buona amministrazione. Si tratta infatti di usare al meglio le risorse (per altro scarse) evitando di disperdere in mille rivoli, al fine di investire sempre nella scuola i miglioramenti ottenuti in termini di efficacia ed efficienza della spesa con l’intento non solo di migliorare la qualità della formazione, ma anche la qualità dei fabbricati e degli spazi entro cui i nostri ragazzi trascorrono buona parte della giornata». E dopo questa premesse, le scuse. «Purtroppo in queste settimane è emerso un clima di confusione e di incertezza a causa del susseguirsi di varie proposte. Ci dispiace se per la ristrettezza di tempo si sia verificata una carenza di confronto e di dialogo. Non ho remore ad esprimere il mio personale rammarico per la situazione che si è venuta a creare nel mondo scolastico».La Tomassini dice poi che a causa dell’urgenza con cui bisognava procedere al provvedimento c’è stata una carenza comunicativa, anche se poi sarebbe emerso il fatto che la scadenza non era così vicina. E quindi adesso ci sarebbe tutto il tempo per il
confronto. E per la pianificazione scolastica si aprirà un ampio confronto, aggiunge nel suo intervento, che verrà portato avanti nell’ambito del Pgt. Le parole dell’assessore sono state precedute dalle dure prese di posizione dell’opposizione. Il capogruppo di Movimento Libero Alessio Nicoletti è tornato sulla richiesta delle dimissioni. «Dopo i problemi che ha causato è meglio se se ne va – dice Nicoletti – perché ogni provvedimento che hanno elaborato, nella più sconcertante assenza di dialogo, non ha fatto che peggiorare la situazione». Duro anche il consigliere del Pd Nicola Milana. «Non c’è stato nessun confronto ed i genitori hanno subito la mancanza di capacità di gestione della giunta».Dal capogruppo del Pd Emiliano Cacioppo rimproveri alla maggioranza «perché non hanno avuto il coraggio di manifestare apertamente il proprio dissenso rispetto al piano dell’assessore e non sono stati in grado di lavorare seriamente su un programma di grande importanza per la città». Anche il capogruppo della Sinistra varesina Angelo Zappoli ha criticato la metodologia senza criterio portata avanti dall’amministrazione.Ma le reazioni più feroci sono arrivate dai quartieri. I consiglieri di circoscrizione del Pd Luca Conte e Paolo Cipolat hanno accusato l’assessore di non avere cambiato atteggiamento. «Quello che ha detto lascia ancora una volta le famiglie nell’incertezza – dicono – non ha chiarito niente parlando in modo vago e facendo emergere semplicemente l’incapacità di confrontarsi e di dare risposte concrete. Inoltre, è da tempo che aspettiamo che l’assessore risponda ad una nostra convocazione affinché si confronti con la circoscrizione, da quando è scoppiato il caso della De Amicis. Ma ci ha sempre ignorato. È intollerabile». E dopo la lettura della relazione dai genitori si sono levati commenti perplessi. «Quindi non cambia niente» hanno detto. Durante la seduta si è presentato poi il nuovo difensore civico Sergio Terzaghi che ha prestato giuramento. «La gente non deve avere paura di rivolgersi a me – dice Terzaghi – la mia carica è a disposizione dei cittadini e mi impegnerò a farmi conoscere ed a risolvere i problemi della gente».
e.romano
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