VARESE Sfuma la grande mostra del Morazzone prevista per la fine del 2010? Pierpaolo Cassarà, presidente onorario della Fondazione Labus Pulle’ e presidente del comitato organizzatore dell’evento, ha categoricamente rifiutato la sede del castello di Masnago, «dove si rischia il flop»: «O si trova un altro posto, o saremo costretti a portare la mostra altrove». Il problema è che le sedi disponibili, nella nostra città, non sono infinite. Un’ipotesi potrebbe essere Villa Mirabello, sede dei musei civici. «Ma in quel caso la decisione spetta alla Soprintendenza che deve valutare se è possibile o meno trasferire i reperti conservati nel museo», spiega il Sindaco Attilio Fontana. Poi c’è Villa Panza (di proprietà del FAI), un’ipotesi a cui Cassarà guarda con interesse. Meno Anna Bernardini, responsabile scientifico e organizzativo di Villa Panza, che dichiara: «Non avendo visto il progetto non mi
posso pronunciare ma, ragionevolmente, è difficile pensare che ci possano stare 80 tele negli spazi delle scuderie».Dal punto di vista economico, Attilio Fontana ribadisce che il comune non può versare più di 50 mila euro, «cosa chiara fin dall’inizio e di cui Sgarbi – presidente del comitato di studi – è al corrente». L’attività di found rising è, infatti, nelle mani di Artemisia, società che organizza mostre. La mostra del Morazzone dovrebbe costare 700mila euro. Di questi 50mila sarebbero versati dal comune e altrettanti da Provincia e Regione. Il comune di Morazzone pare ne abbia messi sul piatto 25mila. 350 mila euro è il tetto minimo per poter valutare la possibilità di dare inizio alle preliminari operazioni organizzative della mostra. Rispetto a quanto raccolto fino ad oggi, il sindaco Attilio Fontana commenta: «gli organizzatori non hanno parlato di cifre significative».
Secondo Cassarà il coinvolgimento degli sponsor è correlato all’individuazione di una sede idonea per ospitare il grande evento. «Abbiamo la disponibilità di banche e privati, ma questo non significa che vogliano buttare migliaia di euro fuori dalla finestra. I miei sponsor non condividono l’idea di una mostra per massimo 50mila visitatori. Morazzone al Castello diventerebbe il protagonista di una mostra di paese, non di un grande evento. Ripeto: gli sponsor gli abbiamo, ma quello che versano è funzionale al tipo di evento che si organizza». La sede del castello, in un primo momento, sembrava quella opportuna, ma un sopralluogo ha dimostrato il contrario. «Io e Mario Paloschi (presidente di Artemisia) ci siamo spaventati. Artemisia è la società che ha organizzato la mostra sul Futurismo e vuole un ambiente adatto. Il castello è troppo decentrato dal centro storico e poco accessibile al pubblico, quando nevica diventerebbe totalmente irraggiungibile». E ancora: «Noi abbiamo il budget essenziale, le altre spese si possono anche ridefinire o ridurre. Fino ad oggi abbiamo cercato la collaborazione del comune perché siamo a casa sua. Ma se il comune si tira indietro, noi la mostra la facciamo a Milano». Nel frattempo, per trovare una soluzione, continuano i sopralluoghi nelle diverse sedi.
Adriana Morlacchi
e.marletta
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