ALBIZZATE – Dopo settimane di tensioni, confronti interni e ipotesi di rinvio, la decisione passa ai militanti. Oggi, domenica 8 novembre, la Lega varesina sceglie il proprio segretario provinciale: di fronte il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, che cerca la conferma, e il primo cittadino di Casciago Mirko Reto, candidato del fronte che chiede un cambio di passo.
L’esito appare tutt’altro che scontato. Nel partito si attende una sfida molto equilibrata, il cui risultato dovrebbe essere noto poco dopo la chiusura delle urne.
Circa 580 militanti chiamati al voto
Il congresso si svolge nella Sala Piotti di Albizzate, in piazza IV Novembre. Dopo la prima convocazione fissata alle 8, i lavori entreranno nel vivo con la seconda convocazione delle 9.30.
La giornata prevede gli interventi dei due candidati, quelli degli ospiti e dei congressisti che chiederanno di prendere la parola. Successivamente si procederà con le operazioni di voto.
Sono circa 580 gli iscritti aventi diritto. Le urne resteranno aperte fino alle 13.40, quando inizierà immediatamente lo spoglio destinato a stabilire chi guiderà la Lega in provincia di Varese.
Oltre al segretario saranno eletti anche i 12 componenti del direttivo provinciale. Per questi incarichi sono state presentate 18 candidature.
Cassani cerca la conferma
Andrea Cassani arriva all’appuntamento da segretario uscente. Sindaco di Gallarate, quattro anni fa conquistò la guida provinciale al termine di un congresso combattutissimo.
In quell’occasione superò Giuseppe Longhin per appena dodici voti, ottenendo 229 preferenze contro le 217 dello sfidante. Un precedente che conferma quanto gli equilibri interni alla Lega varesina possano essere sottili.
Cassani rivendica il lavoro svolto durante il mandato e punta sulla continuità, in una fase delicata per il partito sia sul territorio sia a livello regionale e nazionale.
Reto punta sul cambio di passo
Di fronte al segretario uscente c’è Mirko Reto, sindaco di Casciago, che ha costruito la propria candidatura attorno alla richiesta di una gestione più collegiale e maggiormente rappresentativa delle diverse aree della provincia.
Reto ha criticato soprattutto i tempi molto ristretti della convocazione congressuale e ha raccolto il sostegno di diversi esponenti leghisti, tra i quali Stefano Candiani, Matteo Bianchi, Sergio Ghiringhelli e Max Ferrari.
La sua proposta insiste sulla necessità di riportare al centro i territori, superando le divisioni tra correnti nazionali e garantendo maggiore ascolto alle sezioni locali.
Un congresso carico di significati politici
A presiedere i lavori sarà Andrea Monti, responsabile degli enti locali della Lega Lombarda, delegato dal segretario regionale Massimiliano Romeo.
Il congresso varesino è rimasto l’unico appuntamento provinciale confermato in Lombardia, mentre quelli già convocati a Bergamo e Brescia sono stati sospesi. Una circostanza che rende il voto di Albizzate ancora più significativo nel quadro degli equilibri interni al Carroccio.
Tra Cassani e Reto si profila dunque un possibile testa a testa. Dopo le prese di posizione pubbliche e le discussioni delle ultime settimane, questa volta saranno esclusivamente le schede dei militanti a stabilire se la Lega varesina proseguirà nel segno della continuità oppure aprirà una nuova fase.













