Roma, 25 feb. (Apcom) – In commissione Sanità del Senato si prosegue oggi con l’illustrazione degli emendamenti, senza contingentamento dei tempi cui si sono opposti il Pd e l’Idv. In tutto gli emendamenti presentati sono stati 585. Ma ieri Francesco Rutelli ha fatto la voce grossa sul testamento biologico: il Partito democratico “deve garantire che, se ci sono posizioni diverse, esse vengano esercitate.
O c’è pari dignità di opinioni o c’è dispari dignità”, avverte l’ex leader della Margherita lamentandosi in particolare delle critiche ricevuta dall’Unità. Il neosegretario Dario Franceschini prova a serrare le fila in una riunione con i senatori democratici componenti della commissione Sanità, presenti anche presidente e vicepresidente del gruppo Anna Finocchiaro e Luigi Zanda. Intanto dal centrodestra arrivano segnali di apertura nei confronti di Rutelli.
Rutelli avverte di essere “amareggiato”, “arrabbiato”,
“incavolato”. “L’idea che ogni volta che io esprimo un
convincimento divido, strappo, mi smarco – aggiunge – è una cosa
che sta diventando intollerabile. Nel mio caso l’atteggiamento è
ancora più intollerabile perché si sostiene che le mie posizioni
sarebbero o eteroguidate, la mia linea dovrebbe cioè
corrispondere alle aspettative della Chiesa, di tale o tal’altro
cardinale, del clero, oppure si tratta di posizioni volte a
creare una scissione politica nel Partito democratico”.
Dopo la riunione con i suoi, Franceschini offre ai cronisti la sua intepretazione delle divisioni interne: il Pd, spiega, in modo unanime giudica “il testo base delle maggioranza inaccettabile e pensa che vada respinto”. Inoltre, “abbiamo una posizione largamente unanime, su 14 punti su 15”. Quanto al punto “più delicato”, quello dell’alimentazione e dell’idratazione, nel gruppo “c’è una posizione
largamente prevalente in commissione che è stata tradotta in un emendamento firmato da otto senatori su dieci, tra i quali laici e cattolici, ce ne sono altri che non se la sentono di sostenerla e sono da rispettare fino in fondo”. Infine, il leader democratico assicura che “le posizioni espresse da Francesco Rutelli vanno rispettate e hanno totale legittimità”.
Il rispetto per il dissenso è garantito ma per ora Rutelli
sembra trovare maggiori sponde fuori dal Pd. Il leader dell’Udc
Pier Ferdinando Casini apprezza: “L’emendamento Rutelli –
commenta – va nella giusta direzione, bisogna vedere
concretamente se sarà possibile realizzare su questo emendamento
una convergenza. Mi sembra che rispetto alla linea del Pd
rappresenti un atto di coraggio e un significativo passo nella
direzione del diritto alla vita”.
Per il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni (Pdl
con salde radici nel mondo cattolico organizzato) “l’emendamento
di Rutelli sembra muoversi nella direzione giusta”. Sulla stessa
lunghezza d’onda il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano
Quagliariello, che dice: “Noi siamo disponibili a qualsiasi
apertura”, e su Rutelli aggiunge: “Il suo emendamento parte da
principi assolutamente condivisibili…”, ma “l’eccezionalità di
alcuni casi non deve fare cadere tutto l’impianto: non si possono
fissare principi irrinunciabili e poi violarli con delle
scappatoie. Ci devono spiegare cosa intendono per
eccezionalità…”.
Cep
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