Mafia; Palermo,sequestrato patrimonio da 400 mln a imprenditore

Mafia; Palermo,sequestrato patrimonio da 400 mln a imprenditore


Roma, 28 feb. (Apcom)
– La Direzione investigativa antimafia,
ha sequestrato beni per un valore complessivo di circa 400
milioni di euro all`imprenditore agrigentino Rosario Cascio.
L’uomo, 74enne nato a Santa Margherita Belice in provincia di
Agrigento, è stato condannato, nel processo ‘Mafia e Appalti’,
con sentenza passata in giudicato, a sei anni di reclusione per
avere preso parte al “sistema Siino”, ideato dall`indiziato
mafioso Angelo Siino, ‘ministro dei Lavori Pubblici’ di Cosa
Nostra.

Il 2 settembre 2008, Cascio Rosario è stato anche colpito da
ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip di Palermo,
“poiché ritenuto responsabile di avere partecipato ad un
sodalizio criminoso, organico a cosa nostra, al fine di acquisire
il controllo di attività economiche e realizzare ingiusti
vantaggi e profitti dal 1994 al 2008”. In particolare, Cascio
avrebbe gestito attività economiche e lavori in subappalto,
nonché interessi imprenditoriali per conto di esponenti mafiosi,
assicurandosi il controllo monopolistico del mercato del
calcestruzzo e del movimento terra. Con la forza intimidatrice,
derivante dallo status di mafioso, avrebbe imposto, unitamente ad
altri sodali, tale controllo sugli altri operatori economici del
settore che, con prezzi estremamente concorrenziali, tentavano
di inserirsi nelle forniture.

Cascio Rosario ha avuto anche rapporti con Filippo Guttadauro,
indiziato mafioso e fratello di Giuseppe, del mandamento mafioso
di Brancaccio, sposato con Messina Denaro Rosalia, sorella del
noto latitante Matteo Messina Denaro.

Il sequestro, disposto dal Gip del Tribunale di Palermo
Antonella Consiglio, su richiesta della Dda di Palermo, ha
interessato società operanti nel settore del commercio degli
inerti, del calcestruzzo e degli appalti, nonché beni mobili ed
immobili ed è il risultato delle indagini economiche e
patrimoniali sul conto di Cascio e delle società a lui
riconducibili nell`arco degli ultimi trent`anni. Sono stati
sottoposti a sequestro 14 tra ditte individuali e società di
Capitali operanti prevalentemente nel settore edilizio ed
intestatarie, 200 appezzamenti di terreno siti nelle province di
Trapani e Agrigento, 90 fabbricati, 9 stabilimenti industriali,
tra cui diversi silos siti nel Porto di Mazara del Vallo, 120
automezzi nonché beni direttamente riconducibili a Rosario Cascio
e alla moglie tra cui 42 appezzamenti di terreno siti nelle
province di Trapani ed Agrigento, 50 fabbricati, autovetture e
disponibilità finanziarie varie.

Il sequestro di oggi “testimonia il particolare impegno profuso
dalla Dia, in linea con le precise direttive dell`autorità di
Governo ed in perfetta sintonia con l`autorità giudiziaria,
nell`aggredire i patrimoni illeciti delle grandi organizzazioni
criminali, nel caso specifico Cosa nostra”. Il tutto è stato reso
possibile anche “grazie ad innovative tecniche di indagine
condotte con il coordinamento del Dipartimento Mafia-economia
della Dda di Palermo, diretto da Roberto Scarpinato, e
consistenti nell`attivazione di accessi telematici diretti
all`anagrafe dei rapporti finanziari, si è reso altresì possibile
individuare in tempo reale e quindi sottoporre contemporaneamente
a sequestro tutte le disponibilità finanziarie facenti capo ai
soggetti coinvolti nelle indagini esistenti presso vari istituti
di credito in campo nazionale”.

Apa

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