Scioperi; Sindacati base contro ddl Sacconi e Cisl, Uil, Ugl

Scioperi; Sindacati base contro ddl Sacconi e Cisl, Uil, Ugl


Roma, 28 feb. (Apcom)
– Dura presa di posizione dei sindacati di
base – Cub, Cobas e Sdl – contro il disegno di legge Sacconi e i
sindacati che hanno mostrato aperture verso il nuovo esercizio
del diritto di sciopero che verrebbe concesso solo alle
organizzazioni con almeno il 50% di rappresentatività: “Contro
questo ennesimo tentativo di eliminare il diritto di sciopero –
si legge in un comunicato congiunto dei tre sindacati di base –
rispondiamo con la mobilitazione immediata contro Governo e
padroni, Cisl, Uil e Ugl”.

Nella lista dei sindacati verso cui si scagliano i sindacati di
base non risulta la Cgil: una omissione che non esclude prossime
alleanze, tra i due raggruppamenti, nella battaglia contro le
norme innovative introdotte dal ddl Sacconi prevalentemente per
regolare il diritto allo sciopero nel settore dei trasporti.
Novità che però avranno sicuramente ripercussioni anche negli
altri settori lavorativi.

“L’attacco al diritto di sciopero – sottolinea il comunicato di
Cub, Cobas e Sdl – è un attacco alla democrazia: con le nuove
norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando
rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più
vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e
costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella
società”.

I tre sindacati reputano quindi “illegittima e autoritaria
l’ipotesi di consegnare lo sciopero, che è un diritto individuale
sancito dalla Costituzione, alla disponibilità gestionale di
sindacati che rappresentino il 50% dei lavoratori; assurdo perché
in molte aziende la sindacalizzazione non arriva neanche al 50%”.

Netta contrarietà anche per “il referendum preventivo che tende a
dilazionare e snaturare l’azione di sciopero, già oggi
estremamente contrastata dalle limitazioni della Commissione di
Garanzia e dai ripetuti divieti del governo. Altrettanto
improponibile è l’adesione preventiva allo sciopero, un non senso
giuridico che prevederebbe l’impossibilità del singolo di poter
mutare il proprio atteggiamento rispetto ad un’azione sindacale
indetta”.

“Inaccettabile infine – sempre per i sindacati di base Cub, Cobas
e Sdl – la forma di lotta virtuale che di fatto elimina il
diritto di sciopero ed assegna alle parti la capacità-volontà di
individuare la `penale’ per l’azienda in caso di `sciopero
lavorato’, mentre ai lavoratori si ritira l’intera giornata di
lavoro: quindi la perdita secca della giornata per il lavoratore
ed una impercettibile riduzione dei profitti per l’azienda”.

Per difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale,
il sindacalismo di base ha indetto una manifestazione nazionale a
Roma il 28 marzo e uno sciopero generale per il 23 aprile.

Alg

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