Caos ronde: arrivano i contestatoriE la polizia deve salvare i cittadini

Caos ronde: arrivano i contestatoriE la polizia deve salvare i cittadini

Mentre il ministro Maroni si affanna a spiegare che non saranno ronde fai da te e che verranno attentamente controllati i volontari che vi faranno parte – i quali potranno operare solo con il via libera di prefetti e questori -, il tema rischia un’evoluzione pericolosa  già denunciata da molti esperti: il proliferare di comitati e il possibile scontro con chi non è d’accordo o il creasi di casi pericolosi nell’eventualità che siano individuati reati.Uno scenario che ha rischiato di concretizzarsi a Padova: accanto a  alcune pattuglie di cittadini, quelle vicine alla lega, un’altra considerata ispirata da An e una terza composta da cittadini esasperati della situazione in una zona degradata della città, sono spuntate le contro-ronde. Ovvero , mentre nei giorni

scorsi Rifondazione aveva messo in campo con ironia le "rondinelle", adesso è toccato agli autonomi scendere in campo. Così i giovani del centro sociale  Pedro, impegnati a distribuire cibo e coperte ai senzatetto e sbandati, hanno affrontato una ronda leghista. E sono volati spintoni, insulti e qualche schiaffo fino a quando non è intervenuta la polizia. A questo punto siamo al paradosso che gli agenti rischiano di essere allontanati dai loro compiti per vigilare sulle ronde.Intanto, oltre che alle critiche della sinistra, sulle ronde di cittadini piove il giudizio severo dell’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu secondo cui "le ronde sono un vulnus all’unitarietà e all’efficienza del nostro sistema di sicurezza. Dovrebbero essere gruppi di volontariato, ma spesso si presentano come milizie di partito".

u.montin

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