Roma, 2 mar. (Apcom) – L’ex vice di Saddam Hussein, Tareq Aziz, è
stato assolto dal tribunale speciale di Baghdad al processo che
lo vedeva imputato per l’uccisione di un imam sciita avvenuta nel
1999, una decisione per la quale “è stata determinante l’elezione
di Barak Obama alla presidenza degli Stati Uniti”. Ne è convinto
padre Benjamin, sacerdote, compositore, segretario generale della
Fondazione Beato Angelico, ex funzionario dell’Onu. Ma,
soprattutto, amico di Tareq Aziz, “un uomo innocente, che sta
morendo in carcere, dove si trova da cinque anni”.
Sulla sentenza del tribunale “hanno influito numerosi fattori”,
ha confermato il sacerdote ad Apcom. “Determinanti sono state le
pressioni fatte da oltre 150 avvocati di tutto il mondo. E poi
anche il lavoro fatto presso la Commissione Onu dei diritti umani
a Ginevra, a cui è stato presentato un rapporto che sostiene la
tesi di una detenzione arbitraria” di Tareq Aziz. Ma più di
tutti, ha precisato padre Benjamin, “è stata determinante
l’elezione di Obama”. “Ho scritto più volte al presidente degli
Stati Uniti. Conservo anche una sua risposta, in data 5 novembre
2008. Comunico con il suo staff ogni giorno, con loro scambio
tutte le informazioni. E mi è stato assicurato che sarà fatto di
tutto per ottenere una maggiore giustizia”.
Una posizione, quella americana, che secondo padre Benjamin non
deve stupire. “Va nella stessa direzione delle scelte compiute su
Guantanamo. So che Obama e il suo staff sono molto sensibili
riguardo al problema della giustizia”, ha affermato il sacerdote.
“Intendono cancellare il ricordo tragico di Abu Ghraib e mostrano
rispetto nei confronti di un uomo, Tareq Aziz, che merita tutto
questo per la sua cultura e per la sua moderazione”.
D’altra parte, ha ricordato ancora Padre Benjamin, gli Usa
arrivano da un periodo in cui, con la nota vicenda delle presunti
armi di distruzione di massa irachene, “chi ha mentito non ha
fatto nulla perché fosse fatta giustizia”. “E invece
l’amministrazione Obama vuole essere più vicina alla realtà del
diritto internazionale, vuole porre rimedio al silenzio di chi li
ha preceduti”, ha sostenuto il sacerdote.
Quanto alla possibile scarcerazione di Tareq Aziz, Padre
Benjamin non si pronuncia. C’è ancora un processo a suo carico,
quello per l’uccisione di alcuni commercianti. “Parlerò con il
figlio”, ha confermato. “Adesso probabilmente cercheranno di
capire quale sia la prassi più giusta da seguire. Ma c’è anche un
problema di sicurezza da tenere presente in vista di un’eventuale
scarcerazione”.
Coa
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