Crisi: no di Berlusconi a Franceschini. Alta tensione Pdl-Pd

Crisi: no di Berlusconi a Franceschini. Alta tensione Pdl-Pd


Roma, 2 mar. (Apcom)
– Il premier Silvio Berlusconi dice no alla
proposta del segretario del Pd, Dario Franceschini, di un assegno
mensile a chi è rimasto senza lavoro. La misura, dice il premier
da Bruxelles dopo il vertice europeo sulla crisi, “non è
sostenibile”. Un no che alimenta la tensione tra Democratici e
Pdl, già alta dopo le parole del successore di Walter Veltroni
che, ospite ieri sera a ‘Che tempo che fa’, ha definito
“preoccupante” una
eventuale vittoria del Cavaliere alle elezioni europee.

Il rifiuto di Berlusconi alla proposta del numero uno dei
Democratici arriva secco, senza troppi giri di parole: “Il costo
equivarrebbe ad oltre un punto e mezzo di Pil, non è sostenibile”
per le finanze pubbliche: una scelta del genere, secondo il
premier, “innalzerebbe il debito pubblico, cosa che non possiamo
fare per i vincoli di Maastricht”. Ma Franceschini insiste
suggerendo che le risorse per l’assegno possono derivare “dal
taglio della spesa pubblica nello spreco ma soprattutto
dall’evasione fiscale”. Gli fa eco Cesare Damiano, fresco di
nomina alla guida del settore Lavoro del Pd: “Il governo sbaglia
a sottovalutare la proposta del segretario. E’ sconcertante
l’atteggiamento di supponenza di alcuni ministri che sono stati
generosi nel togliere l’Ici sulla prima casa a chi percepisce
alti redditi, con un costo di 3 miliardi di euro, e molto avari
quando si tratta degli ammortizzatori sociali. Come mai del
debito pubblico ci si ricorda soltanto quando si tratta di
aiutare i più deboli?”. E una voce a prendere “in giusta
considerazione” la proposta del Pd arriva anche dalla
maggioranza: “Una risposta potrebbe maturare proprio all’interno
della manovra sugli ammortizzatori sociali raggiunta tra il
governo e le regioni”, suggerisce la deputata del Pdl Margherita
Boniver, presidente del Comitato Schengen.

Ma è poca cosa. Per il resto la tensione tra Pd e Pdl è altissima. La goccia che fa traboccare il vaso è l’appello di Franceschini agli italiani durante l’intervista con Fabio Fazio: “Chiedo agli italiani di non scegliere la strada dell’astensionismo, della sfiducia, in questo momento, ma di rafforzare il Pd e soprattutto di evitare che dalle Europee esca Berlusconi vincitore perchè quello che avverrebbe il giorno dopo è una cosa che può preoccupare tutti”. Immediato si leva il coro degli esponenti del Pdl in difesa del premier: “Ciò che

è veramente preoccupante è il continuo tentativo del Pd di delegittimare una maggioranza che è stata eletta democraticamente dalla stragrande maggioranza degli italiani e un presidente del Consiglio che può contare su un altissimo livello di consensi”, dice il vicepresidente della Camera Antonio Leone. Secondo il vicepresidente dei deputati del Pdl Italo Bocchino “Franceschini ancora una volta commette l’errore di puntare esclusivamente sull’odio contro l’avversario”, mentre Piero Testoni definisce Franceschini “un finto giovinotto targato prima, seconda e terza Repubblica” che oggi ha preso “un doppio abbaglio come può capitare solo agli ubriachi dal successo inaspettato”.

Berlusconi invece non dice nulla sul nuovo segretario del Pd.
Anzi, sempre durante la conferenza stampa a Bruxelles, parlando
della “cattiva abitudine” dei media di “virgolettare frasi mai
pronunciate” ci tiene a precisare che nessuna delle indiscrezioni
apparse sui giornali in questi giorni a proposito dei suoi
commenti all’elezione di Franceschini corrispondono al vero: “Io
generalmente mi astengo da queste valutazioni”.

Cep

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