Una soluzione all’italiana per i manifesti hard

Una soluzione all’italiana per i manifesti hard

VARESE (a.morl) «Soluzione all’italiana» per la questione dei manifesti «hot» comparsi a Varese? Si sta parlando per i manifesti che pubblicizzano il bar Oceano di Lugano, un locale frequentato da escort e da clienti, nel 90% dei casi italiani. L’assessore comunale al commercio, Salvatore Giordano, spiega: «Abbiamo contattato la società di concessione pubblicitaria che ci è venuta incontro dicendo che li avrebbe fatti togliere prima del termine e che lunedì non ci saranno più. Noi, infatti, avevamo fatto presente che i manifesti rappresentavano un’offesa alla morale». Insomma, tanto clamore per nulla.Ma Sergio Regazzoni, il giornalista che cura la pubblicità per il bar Oceano, sostiene che i manifesti verranno coperti perché, «semplicemente sono decorsi i 15 giorni di affissione programmati». I manifesti, infatti, sembrerebbero avere tutte le autorizzazioni necessarie per rimanere al loro posto fino alla fine del periodo pattuito. «Nel passato – spiega il giornalista – neppure i comuni Mariano Comense e Como hanno potuto

oscurarli». E questo nonostante a Mariano Comense voci di protesta si fossero alzate anche dalla chiesa che aveva fatto pressione alle istituzioni affinché i manifesti, che raffigurano una ragazza nuda di spalle, fossero rimossi in fretta. Continua Regazzoni: «Il comune di Bollate, nel 2008, è stato l’unico tra i comuni Lombardi ad aver tentato di impugnare una causa legale per tentare di coprirli, ma la causa non è arrivata in tribunale perché non c’erano gli estremi per una censura. Tanto è vero che il manifesto è stato perfino riproposto e tutt’ora, a Bollate, è in corso la campagna pubblicitaria del Bar Oceano. Intervenire per «censurare»«censurare» la pubblicità autorizzata, infatti, implica un’azione legale. Cosa che, nel caso di Varese, sarebbe stato inutile (oltre che costoso), considerando che in questi giorni il destino dei cartelloni sarebbe stato comunque quello di essere coperti da un’altra pubblicità». Quello che è sicuro è che lunedì i manifesti non ci saranno più.

e.marletta

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