“Furbetti del pieno” Quindici denunciati

“Furbetti del pieno” Quindici denunciati

VARESE (a. pag.) C’era l’utilitaria con un serbatoio da 40 litri che faceva rifornimento per oltre 100. L’auto che in otto minuti riusciva farsi fare il pieno due o tre volte. E persino la vettura già demolita che apparentemente continuava a vagare, assetata di benzina, alla ricerca di un distributore. Incongruenze macroscopiche che, dopo la segnalazione della Regione, sono state appurate dalla guardia di finanza di Varese. Diversi mesi d’indagine, dall’inchiesta scattata nell’ottobre del 2008, arrivati ora a conclusione. «I furbetti del serbatoio», 15 gestori degli impianti di rifornimento del Varesotto, sono stati così denunciati con l’accusa di truffa aggravata ai danni della Regione Lombardia. Quelle che all’epoca erano «anomalie nell’erogazione della benzina scontata», si sono dimostrati veri e propri episodi di truffa. I gestori denunciati, infatti, utilizzavano le carte sconto benzina lasciate in custodia dagli automobilisti per incrementare i loro introiti sui rifornimenti di benzina. Ci facevano “la cresta”, facendo figurare sconti e quindi rimborsi per loro, in base alla legge regionale, quando in realtà l’automobilista pagava il prezzo pieno. Già perché la carta sconto “strisciata” in realtà non era la sua. Si trattava di tessere direttamente, e illegalmente, in possesso dei gestori. Delle 67 depositate negli uffici degli esercenti e sequestrate nel 2008, si è dimostrato che 22 venivano utilizzate impropriamente dai gestori. Tessere che in 15 casi risultavano smarrite, in 2 sono risultate intestate a persone decedute, in altrettanti

casi a persone trasferitesi in un’altra provincia o all’estero e in 3 casi erano riconducibili a veicoli già demoliti. Questo in teoria. Perché nella pratica quotidiana continuavano ad operare a pieno ritmo. Anche sforando il limite dei 500 litri al mese o dei cento litri al giorno, attualmente sceso a 60. Con lo scopo di lucrare sui rimborsi regionali: per una cifra complessiva di 247.940 euro, maturato nel triennio 2006-2008, frutto di circa 50mila operazioni irregolari. Qualcosa come 15mila euro di guadagno indebito per ogni distributore coinvolto. Di questo ora dovranno rispondere i 15 benzinai inchiodati dall’indagine: 13 posizionati a ridosso del confine, entro la fascia dei 10 chilometri, 2 entro il raggio dei 20, la cosiddetta fascia B. Dimostrarlo però, per gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Varese e coordinato dal sostituto procuratore Agostino Abate, non è stato facile. Si sono dovuti passare al setaccio una mole impressionante di dati: 20mila autovetture controllate, 21.789 accertamenti anagrafici e 780mila transazioni analizzate. Sentire 119 persone ed effettuare 572 verifiche nei comuni cui compete il rilascio delle tessere sconto. Nessuna conseguenza, invece, per i titolari delle tessere sconto. Non ci sono elementi sufficienti per stabilire un legame certo con le operazioni illecite degli esercenti. In alcuni casi le avevano lasciate in buona fede al benzinaio di fiducia, in altri casi ai sospetti non sono seguiti riscontri certi.

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google