Alghe nel Maggiore? A Varese è anche peggio

Alghe nel Maggiore? A Varese è anche peggio

VARESE Alghe tossiche? Sissignore. E, quando in concentrazioni elevate, le tossine che producono possono avere effetti davvero poco piacevoli sull’organismo, per non dire distruttivi. L’Asl varesina ha lanciato l’allarme per tutto il bacino del Maggiore pur precisando, va detto, che per ora non sono state trovate tossine algali; dall’altra parte il fenomeno si è già diffuso negli altri laghi lombardi ed è probabile che nel medio periodo approdi nelle acque varesine. Sul lago di Varese per ora resta solo l’interrogativo, più che altro perché nessuno ha ancora trovato quelle alghe; il dubbio vero e proprio, quello cioè dei rischi per la salute, viene fatto sfumare da chi il lago lo ha studiato da cima a fondo. «Non so se quest’anno sia fiorita l’Anabaena Lemmermannii», spiega Letizia Garibaldi, docente della Bicocca e ricercatrice in collaborazione con il Ccr di Ispra che svela il nome finora incognito dell’alga che assedia il Verbano, «ma non ne abbiamo alcun bisogno per dire che nel lago di Varese siamo a rischio di tossine, visto che lì abbiamo la Microcistis in quantità industriali». Fa parte della stessa famiglia, quella delle Cianoficee altrimenti dette cianobatteri, e buon sangue non mente. Le alghe in questione sviluppano

diversi tipi di tossine, alcune delle quali hanno effetti devastanti. «Ci sono le dermotossine che provocano irritazioni alla pelle e fanno poco più di un’ortica, oppure possono produrre idrotossine e lipotossine, che invece sono un problema serio». In sostanza, come spiega l’esperta, possono avere due effetti se in quantità elevate: quello dell’insetticida sulle mosche, e cioè la paralisi della muscolatura fino a bloccare la respirazione, oppure quello di provocare una neoplasia al fegato (essendo liposolubili finiscono lì). Certo, non è scontato entrarci a contatto, e molto fanno le concentrazioni. «Non ho fatto analisi sul lago di Varese quest’anno quindi non mi sbilancio, ma posso dire che l’anno scorso queste alghe sembravano una pappa di piselli». Al di là dell’immagine che applicata all’argomento risulta davvero poco invitante, c’è un problema ulteriore relativo alle analisi sulle tossine: «Non tutti i laboratori li fanno – spiega – ad esempio fino a qualche anno fa l’unico nelle vicinanze che era in grado di individuarle era l’istituto zooprofilattico di Brescia. Bisogna capire prima di tutto se si dice che non sono state trovate tossine perché non ce ne sono, perché non le abbiamo cercate o perché non siamo in grado di trovarle».Francesca Manfredi

s.bartolini

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