VARESE Il Coisp è riuscito a dare alla propria protesta una rilevanza internazionale con una sfilata di “poliziotti pugnalati alle spalle” sul red carpet di Venezia. E proprio come un film viene proiettato alla mostra del cinema e poi distribuito nelle sale, così il sindacato di polizia ha deciso di far partire “in tournée” le sagome simbolo della protesta contro i tagli nel comparto sicurezza. Prima tappa, ovviamente, la città natale del ministro dell’Interno, ieri mattina.«Abbiamo “perseguitato” il ministro Roberto Maroni per mesi con le nostre sagome dei poliziotti colpiti alle spalle, presentandoci ai suoi impegni istituzionali – dice Franco Maccari, segretario generale del Coisp – ora abbiamo in mente di regalargli una sagoma per Natale». L’intento del sindacato è quello di ricordare al numero uno del Viminale le problematiche reali e pesanti con cui i poliziotti si scontrano ogni giorno per portare avanti il proprio lavoro. «Quello che ci domandiamo – dice Rocco Disogra, il segretario nazionale – è perché non vengano mai consultati i rappresentanti dei poliziotti quando si tratta di prendere decisioni pratiche, che influiscono sul lavoro quotidiano e sulla distribuzione delle risorse umane». Si eviterebbe, dichiarano i rappresentanti del Coisp, di arrivare a situazioni come quella della provincia di Varese. «Tra Varese, Busto Arsizio e Gallarate ci sono 450 poliziotti. Nella sola Luino sono 70 – dice ancora Disogra – Una cittadina di 20 mila abitanti si trova
così ad avere circa 300 rappresentanti delle forze dell’ordine, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, mentre un altro posto di frontiera come Porto Ceresio vede chiudere il presidio di Polizia di Stato». Un altro punto “caldo” nella nostra provincia è l’aeroporto di Malpensa. «In polizia non vengono assunti agenti donne dal 1998. Questo crea gravi problemi, soprattutto in un luogo come Malpensa in cui passano migliaia di persone al giorno. Molte di queste vanno perquisite, e molte di loro sono donne: come fare un buon lavoro, senza personale femminile?». Arriva anche un’altra denuncia da Valentino Tosoni, il segretario regionale del Coisp: «A Malpensa, i poliziotti cinofili sembrano dei terremotati: i loro uffici sono dei container, prestati dalla Protezione Civile».I poliziotti si sentono “pugnalati alle spalle”, perché, come dichiara Maccari, «si continua a tagliare trasversalmente. Ma ora si è arrivati ad un punto in cui ridurre ancora il budget significherebbe far collassare l’apparato: dal cibo per i cani fino ai mezzi di pattuglia, nulla avrebbe più risorse sufficienti». Perché il lavoro dei poliziotti, dice ancora Maccari, si regge soprattutto sull’entusiasmo e sulla motivazione del singolo. Per questo alla politica il Coisp chiede anche rispetto: «Senza la passione che la maggior parte dei poliziotti ha per il proprio lavoro, si otterrebbero la metà de risultati. Perché non sono i ministri che arrestano i latitanti o che sequestrano le grosse partite di droga».Chiara Frangi
s.bartolini
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