«Elisa ha vissuto la sua vita nell’amore e ora ha raggiunto la pienezza nell’amore». Con queste parole don Leonardo Bianchi, parroco delle Bustecche, ha ricordato Elisa Galasso al funerale di ieri pomeriggio in cui tutta la comunità della parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino si è stretta attorno ai familiari della donna scomparsa dopo una vita dedicata alla fede e all’aiuto degli altri.La composta commozione di una chiesa gremita, infatti, ha accompagnato l’ultimo saluto a Elisa Galasso, deceduta martedì scorso in sala operatoria a seguito dell’impatto con un mezzo dei pompieri in via Gasparotto, prima della sepoltura al cimitero di Belforte. Don Leonardo, nella sua omelia carica di affetto per una persona cara, figura allegra e solare, animatrice della vita della parrocchia, cantante nel coro della chiesa, testimone di fede e di impegno, ne ha ricordato la l’aiuto per gli altri nella vita quotidiana, come nell’attività da badante accanto agli anziani: «Penso a lei e penso al bene che ha fatto, alla generosità con cui ha vissuto, alle preoccupazioni per gli altri che talvolta sfogava». Don Leonardo senza nascondere il dolore umano, ha ricordato che «alla nostra sorella non mancava il dono della fede e la speranza. La vita di colui che crede non è finita, ma solo trasformata». «Alla notizia della scomparsa mi sono chiesto: ho
perso una cantante, un amica? I familiari hanno perso, una mamma, una moglie una nonna? – ha aggiunto – Lei ci risponderebbe: “non avete perso, ma avete guadagnato perchè adesso sono tutta per voi. Non ho altre preoccupazioni che la vostra felicità, perchè questo è il frutto dell’adesione a Cristo”. La nostra partecipazione al dolore, quindi, deve diventare una preghiera al suffragio perché il Signore la riceva nella vita eterna. Ora sappiamo che ogni volta che ci rivolgiamo ai Santi, ci rivolgiamo anche a Lei. È molto più forte la presenza spirituale della assenza umana».Anche la Casa San Giuseppe di via Griffi, dove Elisa Galasso aveva prestato la sua opera di infermiera a sostegno di sacerdoti e suore anziane, ha voluto ricordarla, con una lettera di don Eligio Melli letta dal pulpito al termine della cerimonia: «Abbiamo conosciuto bene Elisa, delicata, generosa, nel suo prezioso servizio – ha scritto don Eligio – comprendiamo il grande vuoto della famiglia. Ma è importante continuare ad ascoltare i suoi ricordi, i suoi consigli, i suoi esempi, i valori che ha lasciato. Come sacerdote oso affermare che Elisa non è morta. Si è fermato il cuore, ma lei vive nella pace. Ricompensatela con un’esistenza degna di lei, che come sposa, mamma, nonna, vi ha voluto molto bene e ve ne vuole ancora».Piero Orlando
e.marletta
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