La Svizzera vuole Varese E il Carroccio è d’accordo

La Svizzera vuole Varese E il Carroccio è d’accordo

VARESE Entrare nella Svizzera. Non come stranieri, ma come parte della Confederazione Elvetica. Un’idea spesso coltivata dalla Lega Nord e alla quale adesso aspirano anche i politici d’oltreconfine. L’ipotesi di allargare i confini dei cugini era venuta al consigliere nazionale dell’Udc svizzera, Dominique Baetting, e aveva fatto discutere. Ma ieri il deputato svizzero è tornato a chiedere al governo di modificare la Costituzione e di concedere ai territori vicini la possibilità, dopo un referendum, di entrare a fare parte della Confederazione. E ad esserne coinvolti sarebbero anche territori come Varese e Como, sul confine con il Canton Ticino, che da tempo chiedono maggiore autonomia allo Stato centrale. Proprio questo è il punto sul quale insiste Baetting. Rivolgersi a quei territori dove la lotta per l’autonomia è più forte. I consigliere nazionale cita dipartimenti, province e lander limitrofi come l’Alsazia, la Valle d’Aosta, la provincia di Bolzano, il Baden Wuttenberg, la provincia di Varese e quella di Como. Queste ultime, secondo il politico, «hanno già espresso il desiderio in passato di aderire alla Confederazione Elvetica come nuovi cantoni svizzeri». La proposta cita inoltre «la mancanza di interesse della classe politica nazionale ed europea di cui soffrono determinate regioni limitrofe, e la loro volontà di ottenere l’autonomia dallo Stato centrale o da Bruxelles». Per Baettig, un po’ ai margini del suo partito, la loro integrazione nella Confederazione gioverebbe a tutte e due le parti e non causerebbe problemi politici irrisolvibili. Non la pensa allo stesso modo il governo svizzero e la maggioranza dei deputati, che avevano nelle scorse settimane già bocciato la proposta. Ma nella provincia di Varese i leghisti sono sensibili all’idea della possibilità di entrare a fare parte della Confederazione Elvetica.«Chiaramente si

tratta di una proposta provocatoria – dice il sindaco Attilio Fontana – ma se venisse veramente fatto un referendum, sono convinto che la maggior parte della popolazione voterebbe per annettere la nostra provincia alla Svizzera. il nostro territorio ha un rapporto storico con il Canton Ticino, una tradizione culturale ed economica che va avanti da secoli. Sarebbe inoltre il primo passo per la riunificazione dell’Insubria, un’idea alla quale nessun varesino può essere contrario».Insomma, una proposta bella, ma difficile da realizzare nel quadro costituzionale italiano. «Quello che si può fare è portare avanti la collaborazione a livello insubrico – prosegue il primo cittadino – ma certo l’idea di entrare come nuovo cantone, se fosse veramente applicabile, non sarebbe brutta».Eppure le difficoltà di una proposta del genere sono tante. «Penso che la maggior parte dei varesini sarebbe favorevole – dice il segretario cittadino del Carroccio, Carlo Piatti – peccato che la volontà dei cittadini non conti niente. Siamo in un Paese dove è già difficile arrivare al federalismo fiscale, figuriamoci se sarebbe possibile aderire a un nuovo Stato». Non è della stessa idea il senatore leghista Fabio Rizzi. «Una provocazione, che però non sarebbe vista di buon occhio dalle nostre province – dice – un conto è pensare all’unità dell’Insubria, visto che c’è una storia comune. Ma entrare nella Confederazione Elvetica vorrebbe dire andare a vivere con popolazioni di lingua tedesca e francese, che con la nostra storia c’entrano poco. La Svizzera rimane un grande esempio, verso il quale noi tendiamo per diventare uno Stato federale. Ma se è vero che tra noi e i ticinesi c’è un forte legame, lo stesso non si può dire con le popolazioni di altre popolazioni». Marco Tavazzi

s.bartolini

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