BUSTO ARSIZIO Le semifinali scudetto e la finale di Coppa Cev di volley femminile sono ormai alle porte e in città cresce la febbre Yama. La sensazione di vivere un momento storico per l’intero sport bustocco si respira ormai non solo nei dintorni del PalaYamamay, ma anche in giro per Busto, dove è diventato facile incontrare ragazzi e adulti che stanno seguendo con passione le gesta delle farfalle.
«Seguo la Yamamay perché ho sempre amato la pallavolo – dice Cristina Grassi, 24 anni, di Olgiate Olona – Mi attira perché rappresenta ai massimi livelli lo spirito di squadra, che è la cosa che più mi piace di questo sport». Un altro aspetto non secondario della Yamamania è il clima di festa che si respira al palazzetto: «Andare a vedere le partite è sempre un piacere, perché il tifo è appassionato ma pulito – sottolinea la giovane tifosa – E poi le stesse giocatrici sono tutte ragazze alla mano, stanno in mezzo alla gente, non si prendono troppo sul serio come succede in altri sport».
«Spero di cuore che la Yamamay possa davvero vincere il campionato quest’anno – aggiunge Irene Pellegatta, bustocca di 20 anni – Lo meriterebbero tutti: ragazze, società, allenatore. E poi è bello che in città si parli anche di altri sport e non solo di calcio». Sulla giocatrice preferita, Irene non ha dubbi: «La capitana Havelkova: spero che torni il più presto possibile, anche se Meijners è bravissima e sta facendo bene».
La passione biancorossa ha contagiato anche Kolin Zeqja, un ragazzo albanese di 22 anni: «Qualche volta sono andato a vedere la Yamamay insieme ai miei amici e mi sono entusiasmato. La pallavolo femminile è molto seguita anche in Albania, ma il pubblico di Busto è eccezionale: sono rimasto colpito soprattutto dagli Amici delle Farfalle, tutti colorati di biancorosso: uno spettacolo!». Kolin tornerà presto in via Gabardi: «Andrò a vedere la semifinale e, speriamo, anche la finale. Mi sto appassionando a questa squadra e in particolare a Carli Lloyd, che è brava e… molto bella».
Margherita Alampi lavora in un bar del centro e sente, soprattutto di lunedì, i commenti dei tifosi che frequentano il suo locale: «Prima si parlava solo di calcio – spiega – adesso nei discorsi del lunedì mattina è entrata anche la Yamamay. A volte mi capita di veder passare da queste parti anche qualche giocatrice: si notano subito perché le loro auto con il marchio aziendale sono inconfondibili». L’augurio di Margherita, che tra le altre cose è una giocatrice di calcio, è che il sogno tricolore possa coronarsi: «A questo punto bisogna completare l’opera: non sarà facile, la strada è lunga, ma queste ragazze hanno tutto il potenziale per farcela».
Stessa speranza per Chiara Crespi, 26 anni: «Mio papà è un grande tifoso della Yama e, di riflesso, anch’io seguo i risultati della squadra: speriamo che vada tutto bene, sia in campionato sia in Cev. Andare in finale scudetto sarebbe un’emozione unica».
Carlotta Garavaglia, anche lei 26 anni, ama l’atmosfera delle partite e il tifo del PalaYamamay: «Quando tutti si alzano in piedi per urlare “Yama let’s go!” mi viene la pelle d’oca. Non oso immaginare cosa succederebbe se… No, non lo dico per scaramanzia».
Francesco Inguscio
s.affolti
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