Meno numerosi rispetto a lunedì, ma determinati a proseguire nella protesta. Sono i Forconi varesini e varesotti che anche nella giornata di ieri hanno presidiato la rotonda del Ponte di Vedano dalle 6 del mattino alle 8 di sera, mandando in tilt il traffico.
Questo grazie anche al supporto dei “bisonti” che hanno rallentato il traffico fermandosi in mezzo alla rotatoria, ad esempio fingendo di pulire l’interno del mezzo, e sostenendo i manifestanti a suon di clacson.
«Partecipo come posso, rallento il traffico in modo che la gente sia costretta a leggere cartelloni e striscioni e, magari, ad accettare un volantino – commenta, camionista albanese – La mia preoccupazione è più nei confronti del futuro dei miei figli. Tutti i padri e le madri di questo Paese dovrebbero aderire a questa iniziativa».
Anche 32 anni, autotrasportatore decide di fermarsi in mezzo alla rotonda per esprimere il proprio appoggio. «Io ho un contratto a tempo indeterminato – racconta – ma sono comunque preoccupato per il mio futuro». Proprio per il caos creatosi tra gli automobilisti, che ha visto registrare in più momenti della giornata lunghe code che hanno raggiunto Gazzada e Bizzozero, non sono mancati piccoli tamponamenti tra le automobili in transito.
Il blackout totale delle vetture si è registrato all’orario d’uscita da uffici e aziende nel tardo pomeriggio di ieri. A fare da sfondo ai militanti, i tanti striscioni preparati in questi giorni: «9/12/2013 L’Italia si è rotta» e ancora «9/12/13 L’inizio della fine». Una protesta che vuole un cambiamento nella classe politica e chiede che «questo Governo illegittimo se ne vada a casa». Ma anche una manifestazione per rivendicare «il futuro, ora annientato, di intere generazioni».
Nonostante i militanti, per lo più piccoli e medi imprenditori, fossero ieri solo una ventina, la loro voce ha fatto breccia nella sensibilità di coloro che in questi giorni li hanno visti e ascoltati.
Come nel caso di una signora di Vedano Olona che ieri mattina presto ha raggiunto il presidio per portare ai manifestanti termos di caffè caldo, una torta fatta in casa ancora tiepida e della pasta pronta per il pranzo.
Anche tra gli automobilisti in transito c’è la massima comprensione. «Sono d’accordissimo con le ragioni di questa protesta – spiega – Io posso ritenermi un privilegiato perché sono in pre pensionamento, ma la situazione economica e sociale di questo Paese sta degenerando oltre ogni limite». Oggi sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di presidio, ma la mobilitazione varesina non intende fermarsi. «Abbiamo chiesto al Questore il permesso di prolungare il presidio per altri cinque giorni».
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