È donna, ha 51 anni, è creativa e intelligente. In sintesi tutto nel mondo dell’impresa sembrerebbe congiurare contro di lei. «All’ultimo colloquio di lavoro mi hanno detto che avevo un curriculum pazzesco – sorride – ma che ero troppo vecchia per loro». E allora? «E allora ho deciso di assumermi da sola. Realizzando il mio sogno più grande».
Lei è Marisa Di Baio e La Cioccolateria di via Carrobbio 8 nasce così. Il locale ha aperto i battenti lo scorso 22 dicembre. «Da allora il nostro obiettivo è stato quello di conquistare almeno un cliente al giorno – racconta Marisa – Sinora è andata bene, ci stiamo riuscendo».
Il percorso di Marisa parte con un diploma in ragioneria. «Che mi è sempre stato stretto, sia il corso di studi che il lavoro. Restare chiusa in ufficio? Non fa per me», spiega aggiungendo che il padre lavorava nel l’industria dolciaria. «Ogni pomeriggio scappavo in laboratorio da lui – spiega – e lì stavo bene, ero me stessa».
Cioccolato: «In ogni sua forma e sfumatura di colore, di sapore, di aroma. Da bere, da mangiare, da gustare». Ma non solo. Il locale si fregia di essere una sede di caffetteria creativa. «Abbiamo seguito dei corsi per imparare a utilizzare il caffè. Un esempio? Bicchierino con il nostro cioccolato, panettone, caffè ristretto e panna. Lo abbiamo messo in menù a dicembre, c’è il panettone, non riusciamo più a toglierlo».
Marisa si è assunta da sola, ma ha fatto di più: ha assunto anche due giovanissime che non riuscivano a trovare lavoro. Valentina, 22 anni, sua futura nuora, e la sorellina di questa, Chiara, 21 anni. Potere alle donne: «Sempre – dice Marisa – E per celebrare l’8 marzo abbiano inventato un caffè specialissimo: dolcissimo ma con la venatura amara del caffè. Proprio come siamo noi ragazze». La ricetta è segretissima: «Sorpresa». E «alle altre donne dico: non ci sono limiti di età, non c’è femminile o maschile. Bisogna sempre rischiare nel tentativo di realizzare i propri sogni. Nonostante le difficoltà, la burocrazia soffocante. Nonostante tutto mettetevi in gioco. Vale sempre la pena di realizzare se stessi».
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