VARESE Emergenza polveri sottili in tutta la provincia, e Varese risponde con domeniche a piedi e asfalto mangia smog. Negli ultimi dieci giorni i livelli di Pm10 nelle cinque città monitorate in provincia una dopo l’altra hanno passato la soglia di allerta, 50 microgrammi per metro cubo d’aria.
La peggiore di lunedì si è confermata Saronno (95), poi Gallarate (93), e a sorpresa proprio Varese, che pure soffre meno di problemi di inquinamento atmosferico, è arrivata a 89. Seguono Ferno (79) e Busto Arsizio (60), unica con trend discendente.
Più che il dato puntuale però quel che preoccupa adesso va cercato nella serie storica. Confrontando quanto è accaduto finora con l’analogo periodo dell’anno scorso, è evidente che la situazione complessiva dell’aria Varesotta è peggiorata.
Andando a scalare, le giornate di superamento del limite di Pm10 a Varese erano 38 nel 2010 e sono arrivate a 55 quest’anno (da 31 a 34 il valore medio annuale). A Gallarate vanno da 47 a 54 (la media scende da 31 a 29), a Busto Arsizio da 53 a 54 (il valore medio sale da 30 a 34), a Saronno da 67 a 86 (la media sale da 37 a 43) e infine Ferno peggiora passando da 76 a ben 93 (con una media che passa da 40 a 43).
Comuni e ambientalisti stanno andando a caccia di tutte le soluzioni possibili e immaginabili per dare un po’ di sano respiro ai cittadini, ma sono rimasti ben pochi i sostenitori dei blocchi del traffico tanto in voga fino a qualche anno fa. «Tutte stupidaggini», afferma l’assessore alla Tutela Ambientale del capoluogo, Stefano Clerici, che sul tema ha indagato parecchio già da quest’estate sfoderando adesso una soluzione di emergenza tutta nuova per la città giardino: l’asfalto che intrappola lo smog.
Nessuna strada sarà riasfaltata in extremis, ma sul fondo stradale saranno stesi degli additivi in grado di catturare le polveri sottili non appena vi si depositano. Se tutto va bene si parte a dicembre con le strade del ring centrale, compresa proprio la trafficatissima via Copelli.
Lì infatti si trova anche la centralina di rilevamento dell’Arpa, che potrà quindi dare un riscontro sull’efficacia del sistema.
«Sarà una sperimentazione – spiega Clerici – in altre città è già stato fatto e ha funzionato nel breve periodo». L’iniziativa costerà quattromila euro, durerà cinque settimane e sarà messa in campo in collaborazione con Aspem.
Non va intesa comunque come la panacea per sanare l’aria di Varese, né come una soluzione definitiva al problema dell’inquinamento da polveri sottili. «Per queste cose bisogna prendere provvedimenti seri e li stiamo prendendo, ma le misure strutturali richiedono tempi lunghi e non possono abbattere i livelli di Pm10 da un giorno all’altro. Evitiamo invece di prendere iniziative inutili e per di più scoordinate tra i Comuni, come le targhe alterne». Via libera invece alle domeniche ecologiche, probabilmente due a gennaio e una a febbraio, ma solo per abituare i varesini a vivere la loro città. «Non sono misure per ridurre l’inquinamento – chiarisce Clerici – questo deve essere chiaro».
Francesca Manfredi
s.bartolini
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