VARESE – È stata una ripicca politica? Oppure semplicemente un atto vandalico come tanti, purtroppo, ne accadono? A Bizzozero propendono per la prima ipotesi. Quel che è certo è che la recisione del gelso piantato davanti alla scuola Marconi di via Adriatico, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio per mano ignota, ha intristito e indignato parecchie persone nel quartiere periferico varesino.Il fatto è stato divulgato da su bizzozero.net, partendo dalle premesse che avevano portato a piantare quel bel alberello davanti a una delle scuole del rione.
«Lo scorso 11 luglio i ragazzi del movimento giovanile della Lega Nord hanno voluto sostituire una pianta posizionata davanti alla scuola Marconi, abbattuta dal vento qualche mese prima, con un alberello di gelso».
«Fu un’iniziativa per offrire un servizio al territorio, ma anche per richiamare alcuni valori da essi professati: “Il legame delle giovani leve lumbard all’identità ed alla storia locale” con chiaro riferimento anche alle attività imprenditoriali legate ai bachi da seta che di gelsi si nutrono e che in zona segnarono la vita economica della comunità». Ai piedi dell’albero era stata anche posizionata una targa, recante la citazione di J.R.R. Tolkien: “Le radici profonde non gelano mai”.
«Un’iniziativa dall’evidente matrice politica, anche discutibile ma certamente civile – continua Coppola – che però ha parecchio infastidito qualcuno. Il quale, incapace di difendere in altro modo le proprie idee e di proporre contro-iniziative più efficaci, per contrastare i propri “avversari” non ha trovato di meglio che vandalizzare l’incolpevole alberello piegandone il tronco nel vano tentativo di estirparlo e asportando la targa con la citazione di Tolkien».
Il tutto è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. Che sia stato qualcuno protagonista già di altri vandalismi nel quartiere? «Che la mano ignota possa essere la medesima che ripetutamente ha staccato la luce all’albero di Natale luminoso realizzato sulla rotonda di viale Borri (allestito da due leghisti quale ) non è certo, ma pare probabile».
«Come pure pare verosimile che l’ignoto autore possa essere anche il medesimo che ha lasciato al buio l’intero centro storico di Bizzozero manomettendo il timer che regola il funzionamento dei lampioni, sulle cui tracce si sono poste anche le autorità competenti».
Tanti i commenti negativi all’episodio, compreso quello finale dello stesso Coppola: «È inutile nascondersi dietro un dito, si tratta di un gesto di chiara impronta politica».
«Vile, ma anche grave, proprio per i suoi connotati e ancor più preoccupante perché compiuto alla vigilia di elezioni cittadine che si annunciano combattute come non mai nella storia della nostra città. Una brace su cui alcuni protagonisti già soffiano per proprio conto, una brace a cui certo non giovano azioni che speravamo poter considerare appartenenti ad un modo di concepire la politica, chiuso ottant’anni fa».













