Accostò la Cgil alle Brigate rosseLeghista pagherà 20mila euro

Accostò la Cgil alle Brigate rosseLeghista pagherà 20mila euro

VARESE Condannato a 20 mila euro da pagare per violazione del copyright e danni di immagine: così è finita per Carlo Bernardoni, il giovane padano messo sotto accusa dalla Cgil Lombardia per colpa di un post comparso sul blog a lui intestato, www. eltrononline.info. Venerdì è arrivata la sentenza in primo grado dal tribunale di Monza ma per quanto il ricorso sia già stato annunciato, la cifra dovrà essere pagata subito. Tutto è partito un paio di anni fa con

il fotomontaggio di un manifesto della Cgil che un utente aveva pubblicato sul blog e che sovrapponeva il logo della Cgil con quello delle Br; il messaggio che passava, in sostanza, era che nel sindacato ci sono dei terroristi. La provocazione in realtà prendeva spunto da un fatto di cronaca preciso e che, allora, fece molto discutere, anche all’interno delle organizzazioni sindacali, sul rischio che qualche frangia estremista, in una fase di radicalizzazione dello scontro sociale, fosse tentata dalla lotta armata.

All’origine vi era stata una vasta operazione della guardia di finanza che aveva messo in manette quindici presunti terroristi, sette dei quali erano iscritti al primo sindacato italiano: quattro alla Fiom, uno alla Filcem, una alla Filt e uno, dipendente delle Poste, iscritto al Slc.
«Il post è  rimasto online solo una manciata di giorni – spiega Carlo Bernardoni, 30 anni, informatico, consigliere comunale a Tradate – ed era esplicitamente satirico, ma dopo qualche mese invece mi è arrivata a casa la notifica. La Cgil aveva chiesto 100 mila euro per danni di immagine, ma sinceramente non ci aspettavamo nemmeno che si arrivasse alla sentenza per 20 mila euro». Da subito la Lega ha garantito pieno appoggio, sia legale che economico: sarà il movimento padano a mettere insieme i soldi per pagare i danni.  «Se un nostro militante viene condannato per aver detto una cosa del genere noi ci stringiamo ancora più forte e lo sosteniamo – ha commentato ieri al congresso dei Giovani Padani il segretario provinciale Stefano Candiani – in questi giorni chiederemo anche ai nostri parlamentari di aiutarci a coprire i costi di questa causa civile che ci è capitata, e anch’io mi ci metterò per primo». Perché la Lega è un movimento e non un partito, sottolinea il suo segretario, ed è fatta di «persone che non hanno paura di dire quali siano le proprie idee». I giovani padani in particolare sono per la Lega quello che la Lega stessa è per il sistema politico italiano, e cioè la voce fuori dal coro, quelli che rompono gli schemi e che talvolta esagerano. «In qualche caso ci si impegna nella responsabilità di tirar fuori la verità. E’ chiaro che è una scelta che costa ma è questa la forza che ci fa vincere le elezioni».

In chiusura del congresso di ieri è intervenuto anche il deputato Giancarlo Giorgetti, quanto mai convinto della forza del movimento giovanile padano: «I giovani sono il futuro della Lega, abbiamo un movimento forte come nessun altro che sarà in grado di dare continuità nel tempo». Niente polemiche invece sulle alleanze, anche se una distinzione

di base per Giorgetti non va mai dimenticata: «Non siamo come il Pdl ma siamo un movimento organizzato, e il nostro obiettivo non è fare politica per le cariche che otteniamo ma per il futuro della Padania». Come previsto, cambia il timoniere del movimento giovanile lumbard: Marco Pinti ha passato le consegne ad Andrea Tomasini.

Francesca Manfredi

f.tonghini

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