Il candore della gardenia, il suo fiore preferito, tutt’uno con il sorriso contagioso, e la gioia dirompente dei coloratissimi lavori a maglia: Paola Cellini rimarrà scolpita così, nel cuore di una Varese sgomenta per la dolorosa perdita. Affetta dalla nascita da un problema cardiaco, Paola era entrata al San Raffaele per un intervento delicatissimo solo una settimana fa, e purtroppo non ne è più uscita, lasciando i suoi cari e tutti coloro che la amavano senza parole. Quarantun anni, nata all’ombra del campanile di Biumo, cresciuta tra i fiori del negozio storico di famiglia, Paola era la piccola grande donna del mondo del volontariato varesino, la testimonial dell’associazione Varese In Maglia di Antonia Calabrese. Sorella maggiore di Alessandra, titolare dell’attività davanti al piantone di via Veratti, aveva studiato a Bizzozero al CFPIL, il Centro di Formazione Professionale per studenti portatori di disabilità, dove aveva sviluppato una particolare propensione ai lavori a contatto con il pubblico, tant’è vero che aveva lavorato parecchi anni come centralinista al liceo musicale, dapprima nella sede storica della Motta e poi in quella biumensina di villa Cagna, nei luoghi natali. Proprio per questo le era spiaciuto moltissimo, un paio d’anni fa, in epoca di tagli e ridimensionamenti del Comune, dover lasciare quel lavoro che la faceva stare in mezzo ai giovani ed alle note che amava tanto. «Si buttava in tutto con un grandissimo entusiasmo, si faceva in quattro per tutti, rinunciando sempre a qualcosa per se stessa» racconta Alessandra, commossa. «Era un animo gentile e altruista e quando era libera mi aiutava in negozio:
però, giustamente, aveva voluto trovare la sua dimensione e in famiglia la avevamo assecondata». Legatissima al mondo del volontariato, Paola lavorava alla Caritas di Masnago andando a preparare i pacchi alimentari e i cesti per le famiglie in difficoltà. Bianca, rossa e sorridente, si può proprio dire che fosse la creatività personificata. «Oltre al lavoro a maglia, che l’aveva totalizzata da qualche anno a questa parte, quando aveva dovuto abbandonare lo sport per ragioni di salute, spesso prendeva i colori e riempiva fogli su fogli. Amava disegnare e quando non aveva nient’altro da fare, perché raramente stava con le mani in mano, dipingeva con uno stile tutto suo» ricorda Alessandra. «Ho la casa piena dei suoi disegni, nei quali esprimeva le sue emozioni così come nella musica, che era la sua passione: riconosceva immediatamente una canzone dalle prime note. Era incredibile». Il profilo Facebook di Social Paoletta, che non mancava di dispensare allegria con gli scatti delle sue giornate, si sta affollando di ricordi commossi. Ultimamente aveva iniziato un maglione di colore verde e lo aveva mostrato ad Antonia ed alle sue carissime amiche di Varese in Maglia venerdì scorso, quando nessuno presagiva la tragedia che l’avrebbe portata via in maniera così repentina. Lo avrebbe indossato forse già a Natale, davanti al presepe che amava tanto fare a casa come in ogni luogo che frequentava: difatti al liceo musicale tutti gli anni si rinnova la tradizione della sua piccola, tenera natività in stile peruviano, e quest’anno più che mai il suo messaggio di gioia giungerà caro, indimenticabile e prezioso.













