Roma, 3 feb. (Apcom) – Più di 2.100 civili sono stati uccisi lo
scorso anno nel conflitto in Afghanistan, il 40% in più dell`anno
precedente. Le nuove stime – riferisce l’agenzia Misna – sono
state diffuse da Ginevra dal sottosegretario dell’Onu per gli
aiuti umanitari John Holmes, durante una riunione con i
rappresentanti dei paesi donatori.
“L’aumento degli attentati suicidi e dinamitardi, dei rapimenti e
degli bombardamenti aerei: tutto ciò tende a far aumentare le
vittime tra i civili” si legge nella nota dell’Onu, in cui si
chiede alla comunità internazionale lo stanziamento di 465
milioni di euro per il 2009 per i programmi di sviluppo e
soccorso alla popolazione.
Holmes non ha precisato se la maggioranza delle vittime è morta
in attacchi e attentati dei talebani o durante operazioni
militari e sotto i bombardamenti delle truppe internazionali; in
precedenti stime Onu, risalenti alla seconda metà del 2008, il
numero dei morti civili provocati dai talebani era di poco
superiore a quello provocato dalle forze internazionali.
A causa del conflitto e di altri fattori come la siccità, i
parametri di sviluppo umano in Afghanistan sono tra i peggiori
del mondo, inclusi la mortalità materna e quella infantile,
l’aspettativa media di vita è di soli 43 anni mentre il 70% della
popolazione non ha un adeguato accesso all’acqua potabile.
Ricordando che nel 2008 sono stati uccisi anche 28 operatori
umanitari e 78 sono stati rapiti, Holmes ha sottolineato che
l’insicurezza sul terreno rende più difficile portare gli aiuti
umanitari. Dei fondi richiesti, la parte più consistente, 270
milioni di euro, serve per progetti agricoli, seguita 76 milioni
per le operazioni di sminamento.
Fus
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