Roma, 19 mar. (Apcom) – Ai medici e ai ricercatori impegnati nel contrasto delle epidemie, in Africa, spetta “mettere in opera tutto quello che è legittimo per sollevare il dolore” e difendere la vita umana “dal suo concepimento fino alla sua fine naturale”. Lo ha sottolineato il Papa, che oggi ha visitato in Africa un centro cattolico per malati e disabili.
“A voi, ricercatori e medici, spetta mettere in opera tutto quello che è legittimo per sollevare il dolore”, ha detto il Papa visitando il centro medico ‘Card. Paul Emile Leger’ di Yaoundé (Camerun). “Spetta a voi in primo luogo proteggere la vita umana, essere i difensori della vita dal suo concepimento fino alla sua fine naturale. Per ogni uomo, il rispetto della vita è un diritto e nello stesso tempo un dovere, perché ogni vita è un dono di Dio”.
Dopo le polemiche sull’aids, Benedetto XVI ha ringraziato “tutti coloro che, in una maniera o in un’altra, operano a servizio delle persone che soffrono. Incoraggio i sacerdoti e i visitatori degli ammalati – ha detto – a impegnarsi con la loro presenza attiva ed amichevole nella pastorale sanitaria negli ospedali o per assicurare una presenza ecclesiale a domicilio, per il conforto e il sostegno spirituale dei malati. Secondo la sua
promessa – ha aggiunto Ratzinger – Dio vi darà il giusto salario e vi ricompenserà in cielo”. Accompagnando coloro che soffrono “con la vostra attenzione e con le cure che date loro”, ha detto il Papa ai medici e agli infermieri, “voi adempite un atto di carità e di amore che Dio riconosce: ‘Ero malato – ha detto il Papa citando il Vangelo di Marco – e mi avete visitato'”.
Ska
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