VARESE Aggredito per soldi il “prete degli ultimi”. Don Pino Tagliaferri, 72 anni, parroco di Biumo Inferiore, è stato atterrato domenica con uno spintone da «un marcantonio di un metro e novanta», che gli ha rubato 250 euro dal portafoglio. Oltre al danno, l’amarissima beffa. Perché quei soldi erano destinati a una famiglia in difficoltà.Una vicenda sconfortante soprattutto perché va a colpire chi ogni giorno è in prima
linea per occuparsi del prossimo. «È un segnale che va al di là del disagio – secondo il vescovo Luigi Stucchi, vicario episcopale di Zona – Questo episodio riguarda la perdita della capacità di vivere in maniera corretta. Ci sono tante persone che soffrono al giorno d’oggi, ma mantengono il senso delle regole. Chi non le riconosce, rimane esposto, in qualunque momento, a perdere il controllo di sé».
Importante, per monsignor Stucchi, distinguere le situazioni. «Ci sono persone che ogni giorno affrontano il disagio, la sofferenza, la fatica e la necessità improvvisa, che a volte si concretizza nel non avere nemmeno la sicurezza del cibo. E sono le persone più coraggiose, quelle che vanno aiutate con tutti i mezzi».
Nessun dubbio, nonostante l’accaduto, sul continuare l’opera di aiuto per i più bisognosi. «Chi ha bisogno veramente, suda prima di chiedere e in ogni caso può documentare le proprie necessità. La carità vera aiuta le persone a vivere civilmente. È fatta di vigilanza e capacità di discernimento insieme alla generosità che deve esserci in presenza di vera necessità».
Ancora malconcio, don Pino ricorda con amarezza l’episodio. «Verso le 18 è venuto nel mio ufficio un signore rumeno. Mi ha chiesto del denaro per pagare una bolletta. Come faccio normalmente, gli ho chiesto di mostrarmela, ma sosteneva di non averla, perciò mi sono rifiutato». La richiesta di un gesto di buona fede, però, ha fatto innervosire l’uomo che ha cominciato a spazientirsi. «Vista la situazione gli ho dato dieci euro e mi sono alzato per accompagnarlo fuori. Mentre ero ancora sulla soglia, mi sono accorto che dalla scrivania mancava il mio cellulare e gli ho chiesto di restituirmelo prima di uscire».
Don Pino ha recuperato il telefonino, senza notare che l’uomo gli aveva sottratto anche il portafoglio. «Appena me ne sono accorto, l’ho rincorso, trovandolo tra la chiesa e i giardini intento a frugarci dentro».
Nasce un diverbio, il sacerdote afferra il portafogli e tenta di portare l’uomo verso la piazza della chiesa per chiedere aiuto. L’altro reagisce dandogli un violento spintone. «Era più in alto di me e la spinta mi ha preso alla sprovvista, facendomi cadere a peso morto».
Tutto è finito in pochi secondi, senza testimoni perché, come spiega don Tagliaferri, «non c’era nessuno in giro. Ormai erano passate le 18.30 ed erano tutti a messa». La vicenda si è conclusa con un grande spavento e tanta delusione. Subito è scattata la denuncia ai carabinieri che, oltre a raccogliere i dati e la deposizione, hanno incrementato i pattugliamenti attorno alla chiesa.
Conclude amareggiato il don: «Sono un po’ acciaccato, ma la peggio l’hanno avuta gli occhiali che hanno una lente incrinata. I documenti nel portafogli ci sono ancora tutti, ma sono i soldi a mancare. La sfortuna vuole che avessi una cifra abbastanza consistente. L’avevo messa da parte per aiutare una famiglia in difficoltà con cui avevo appuntamento quella sera stessa. Alla fine ha fregato anche loro».
Laura Botter
s.bartolini
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