Agostini e l’addio a Simoncelli «Il nostro sport è pericoloso»

Agostini e l’addio a Simoncelli «Il nostro sport è pericoloso»

VARESE Ore 16.56 di Sepang, le 10.56 italiane: Marco Simoncelli non c’è più. L’atmosfera irreale del paddock si trasforma nel più muto dei silenzi, l’incubo peggiore diventa realtà e un anno dopo la morte di Tomizawa il Motomondiale è di nuovo in lutto.

Quello di Sepang doveva essere un tranquillo weekend per la MotoGp, col titolo iridato già nelle mani di Casey Stoner e una gara che si annunciava combattuta per la corsa al secondo posto nella classifica mondiale. E invece è durato tutto poco più di un giro perché alla seconda tornata, Super Sic scivola, la sua moto impatta con quella dell’accorrente Colin Edwards e anche Valentino Rossi viene coinvolto ma il Dottore riesce a finire sull’erba, rimanendo in sella. Anche Edwards si rialza ma Simoncelli no: il suo corpo rimane immobile a terra, la testa scoperta perché il casco è volato via.

«È sempre dura quando succedono queste cose, non hai parole, ti chiudi in te stesso pensando a un ragazzo giovane che ha perso la vita amando il suo sport che purtroppo sappiamo essere pericoloso». Giacomo Agostini, campione del mondo con la MvAgusta e amico dell’indimenticato Claudio Castiglioni, commenta così, ai microfoni di Sky Sport, la terribile notizia della morte di Marco Simoncelli a Sepang.

«È stato trascinato all’interno della pista dalla sua moto – dice ancora il pluricampione del mondo – e quelli che arrivavano da dietro non hanno potuto evitarlo».

Secondo Agostini, «la gomma ha una colpa ma siamo anche noi piloti che vogliamo che la gomma duri dall’inizio alla fine senza calare di prestazione e spingiamo i tecnici a fare delle gomme che durino fino alla fine. Sarebbe più giusto fare come ai miei tempi, quando la gomma si degradava e si andava più piano fino ad arrivare al traguardo tutti nelle stesse condizioni».

Poi, sempre dai microfoni di Sky, Agostini si lascia andare ad un ricordo del pilota scomparso oggi: «Era ancora un bambino, una persona piacevole che mi aveva promesso di venirmi a trovare a Bergamo in inverno. La sua fidanzata è di quella zona e lo aspettavo con ansia».

s.bartolini

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