Aiutare il teatro? No, meglio la caserma E l’idea del Pirellone piace solo a metà

Aiutare il teatro? No, meglio la caserma
E l’idea del Pirellone piace solo a metà

«Non è tempo di vacche grasse, per nessuno. E acquistare delle quote per la realizzazione del nuovo teatro è un investimento azzardato». La pensa così , libera professionista.

Come la signora Tovo, molti altri cittadini radunati ieri in piazza Repubblica avanzano una serie di perplessità in merito alla possibilità di partecipare alla realizzazione dell’opera, proposta dal governatore per dare il via alla riqualificazione del comparto che comprende l’ex caserma Garibaldi e piazza Repubblica.

Infatti la componente più onerosa dell’intervento è proprio quella che riguarda la creazione del nuovo teatro che ammonta a circa 24 milioni di euro.

«A parte il fatto che non so quanto un nuovo ampio teatro possa avere appeal a Varese – commenta , titolare di una piccola impresa che realizza componenti elettroniche – Ce ne sono già diversi sparsi in città. Inoltre, quello attualmente presente in piazza Repubblica non mi sembra che registri regolarmente il tutto esaurito. Perché mai un comune cittadino dovrebbe essere interessato a un investimento di questo genere?». Diverso, secondo , sarebbe se il fundraising fosse rivolto ad associazioni culturali.

«Visto che si parla di una struttura che dovrebbe proporre un’offerta culturale alla cittadinanza, questo discorso andrebbe rivolto alle associazioni del settore: le uniche, forse, interessate a all’acquisto di quote. Ma anche per le associazioni non è un periodo propriamente d’oro».

In realtà, un’associazione che ha già espresso interesse per questo progetto c’è già ed è la Think Tank Zona Franca, fondata da . Ma, quello che si chiedono in molti è se il contributo degli associati basterà per realizzare l’opera.

Secondo diversi commercianti del centro commerciale Le Corti avrebbe avuto più senso proporre un fundraising non tanto per il teatro, ma per la ristrutturazione dell’ex caserma.

«In quel modo – commentano – sarebbe più facile coinvolgere piccoli e grandi imprenditori: a fronte di uno spazio garantito per svolgere la propria attività all’interno del futuro edificio, gli interessati potrebbero contribuire alla riqualificazione a proprio carico dell’area all’interno dell’ex caserma che andranno a occupare».

Un nuovo teatro, anche per i commercianti del centro commerciale, è secondario.

«Prima è necessario provvedere alla riqualificazione dell’ex casermone, che deve necessariamente rientrare in un progetto restyling complessivo dell’area. Poi, se avanzano risorse pubbliche, si realizza un nuovo teatro: uno in piazza c’è già. Doveva essere provvisorio, ma ce lo siamo fatti andare bene fino ad ora. Si può, quindi, attendere ancora per averne uno “fisso” è più ampio».

Anche per , residente nell’area, la priorità deve essere una sola. «Ritornare a rendere presentabile l’accesso alla città giardino. Al momento il primo impatto per chi arriva da fuori Varese è sicuramente non positivo. Per fare questo, la prima cosa in assoluto da fare è sistemare l’ex caserma e ripristinare la viabilità che crea disagi a tutti».

«Ho come l’impressione che ormai i varesini si stiano un po’ abituando all’idea di avere strade inagibili in quel comparto, quasi per rassegnazione. Questo è il primo sintomo di un atteggiamento di sfiducia da parte di chi amministra e, secondo me, Comune e Regione non dovrebbero sottovalutarlo».

Varese

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