Alessio contro i muri della Sicilia «Io lotto per riavere il mio mare»

Ha 32 anni, è varesino e si muove con le stampelle: in vacanza, da sempre, va a Scicli. All’arrivo, la brutta sorpresa: «Niente più passaggio». E la sua protesta ha fatto rumore

Una rete metallica davanti al mare, e il sogno del tuffo si infrange. Brutta sorpresa per che, come ognuno dei suoi 32 anni, anche il 2 agosto scorso si è diretto in Sicilia, a Scicli, in provincia di Ragusa, per trascorrere le vacanze nella casa di proprietà del padre. Un posto comodissimo per chi – come Alessio – si muove con le stampelle, perché permette di accedere a un mare da favola direttamente da un campo agricolo.

Campo che negli ultimi 50 anni è stato abbandonato, quindi percorribile a piedi, in tutta tranquillità. Ma al suo arrivo, Alessio ha fatto un’amara scoperta: «Il campo era stato venduto e recintato senza lasciare alcun passaggio per accedere alla spiaggia di Spinasanta – racconta il giovane – Nel frattempo, gran parte del terreno è diventato demaniale per via dell’erosione della costa. Mi sono rivolto alle autorità competenti ma mi hanno risposto che è tutto in regola».

Tutto in regola per la legge, a quanto pare. Ma senza alcun riguardo per la persona, che di fatto si è vista cancellare il sogno del mare con un colpo di spugna. «Io non posso camminare tanto. Certe giornate me la sono sentita di fare tutto il giro con le stampelle e provare a raggiungere il mare. Altre ho dovuto rinunciare. Eppure, sarebbe bastato anche un piccolo varco nella rete per consentire il passaggio» dice Alessio.
Passa un giorno, passa due. A pochi giorni dalla fine delle sue ferie, Alessio ha deciso di inscenare una protesta che lo ha reso protagonista delle cronache locali. Ha preso alcuni cartelli con scritto «avete preso il mio passaggio, prendetevi pure il mio handicap»; «Le istituzioni cosa fanno per tutelarmi?»; «abbattiamo ogni forma di barriere».

I giornali locali hanno parlato dell’accaduto, dandogli risonanza. Le persone lo hanno sostenuto. Anche da Varese si fa il tifo per Alessio e per i suoi sogni di libertà. Difficile, però, venire a capo di questa vicenda che vede, uno contro l’altro, due interessi contrapposti. Da una parte ci sono i proprietari del terreno che hanno diritto di chiudere la loro proprietà e dall’altra i residenti della zona che si sono visti negare da un giorno all’altro l’accesso alla spiaggia. La protesta di Alessio è stata appoggiata da parecchie persone che come lui hanno trovato un cancello a dividerli dal mare. Il nostro bizzozzerese è diventato il simbolo di un diritto negato. Peccato che il suo gesto non abbia avuto un epilogo positivo, almeno per il momento. Il 24 agosto Alessio tornerà a Varese a lavorare e comincerà di nuovo a sognare le vacanze al mare, nella speranza che il prossimo anno trovi un’accoglienza migliore. Del resto, possibile che non si possa trovare una soluzione che metta d’accordo entrambi, proprietario del campo e residenti?