Roma, 22 feb. (Apcom) – Pomodori pelati, olio, tonno, sottaceti,
carne, più altre conserve con sopra il logo di famosi marchi: in
tutto, quattromila tonnellate di prodotti alimentari scaduti,
rietichettati, e pronti per essere venduti e finire quindi sulle
tavole di ignari consumatori negli Stati Uniti, nell’est asiatico
e probabilmente anche su quelle di ristoranti e pizzerie in
Italia. L’operazione dei carabinieri dei Nas di Salerno la dice
lunga sul livello ormai preoccupante raggiunto delle frodi
alimentari: un business illegale da centinaia di milioni di euro.
La merce scaduta sequestrata nel deposito di Battipaglia, nel
salernitano, ha un valore stimato di circa 6 milioni di euro. La
movimentazione di questi prodotti scaduti e “rilavorati” in un
capannone di 5 mila metri quadri, per essere poi destinati al
circuito distributivo, avrebbe richiesto l’impiego di almeno 400
camion.
Il maxi sequestro di Battipaglia è solo il più recente di una
lunga serie di operazioni anti sofisticazione avvenuta in questi
ultimi mesi dal Sud al Nord.
Nell’operazione ‘Setaccio’, all’inizio del 2009, i Nas hanno
sequestrato circa mille tonnellate di cibi scaduti (carne in
scatola, pesce, mozzarelle e formaggi con data scadenza alterata)
e avariati con 315 persone segnalate all’autorità giudiziaria,
sanitaria a anmministrativa, in tutta Italia. L’elenco è lungo e
non risparmia quasi nessuna tipologia di prodotto.
Secondo il più recente Rapporto ‘Sos impresa’ di Confesercenti
le truffe nel settore alimentare (dalla macellazione clandestina,
al riconfezionamento di prodotti alimentari andati a male) sono
in forte crescita. I sequestri nel campo delle frodi alimentari
nel 2008 sono aumentati del 93% ed è più che raddoppiato anche il
valore delle prodotti alimentari scaduti e contraffati
sequestrati dalle forze dell’ordine: 7,8 milioni nel 2007, oltre
15 milioni di euro (dato però aggiornato ai primi otto mesi dello
scorso anno). I sequestri che ogni giorno vengono eseguiti dalle
forze dell’ordine sono probabilmente solo la punta dell’iceberg.
Lo stesso Rapporto, esamina dedica quasi una pagina al “pane
della camorra”: nel napoletano, infatti, si contano oltre 1.300
forni abusivi e 2.500 panifici illegali che utilizzano qualsiasi
combustibile e materiale (anche il legno della bare dopo le
riesumazioni delle salme – è stato accertato in alcune inchieste)
e che da solo vale in termini di fatturato circa 500 milioni di
euro.
Un reato su quattro per frode e sofisticazione alimentare è stato
commesso nel 2008 da titolari di esercizi, bar e ristoranti
stranieri, nonostante rappresentino una esigua minoranza in
Italia. E’ quanto emerge da una analisi
della Coldiretti dell’ordinanza contenente l’elenco delle
sentenze penali passate in giudicato e pervenute nel corso del
2008 a carico di produttori alimentari, condannati per reati di
frode e sofisticazioni alimentari, pubblicata sulla Gazzetta
ufficiale del 17 febbraio 2009.
Tra i tipi di reato segnalati – sottolinea la Coldiretti – si
possono evidenziare la vendita di kebab in cattivo stato di
conservazione, di spiedini di pollo nocivi per la presenza di
salmonella, di ravioli cinesi farciti con imballaggi inidonei per
gli alimenti, di panini insudiciati perché contenenti feci di
ratto, di mitili e cozze con cariche microbiche di coliformi
fecali superiori ai limiti consentiti”.
Sono complessivamente 81 le sentenze di condanna nel 2008: 61 a
carico di imprenditori italiani, 13 a carico di imprenditori
cinesi, 2 a carico di imprenditori pakistani. Risultano
condannati, inoltre, 1 imprenditore egiziano, 1 peruviano, 1
dello Sri Lanka, 1 di Singapore, 1 del Marocco. Alla serie di
reati che attentano alla salute si accompagna, soprattutto negli
esercizi gestiti da operatori stranieri, anche la specifica
violazione delle norme di tutela del lavoro, riscontrata dalla
presenza, in ristoranti ed altri esercizi commerciali, di
personale privo del permesso di soggiorno.
Per l’organizzazione agricola, occorre “stringere i controlli
sulla sicurezza alimentare nell’offerta di cibi che evidenziano
in Italia una rapida e incontrollata crescita e utilizzano spesso
come ingredienti prodotti di importazioni che non garantiscono
gli stessi standard di quelli nazionali”.
Red/Cro
MAZ
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