VARESE (f.man.) Occhi aperti sulla tangenzialina: in caso di forti precipitazioni la strada potrebbe di nuovo essere invasa da materiale franante. Lo segnala l’ingegnere varesino Gianluca Bertoni che ha fatto un sopralluogo nella zona per verificare lo stato del pendio che sta di fianco al nuovo tratto di strada, quello che va da viale Valganna a via Vanetti. «Gli automobilisti di passaggio potrebbero essere investiti dal materiale che si distacca – avverto l’ingegnere – personalmente ritengo opportuno allertare i varesini di passaggio sul possibile rischio e consiglio a tutti di scegliere un tragitto alternativo in caso di temporali o pioggia intensa». Il danno temuto da Bertoni in effetti si era già verificato il 15 luglio scorso, quando il nubifragio che ha investito e sommerso la città senza sconti dalla Schiranna alla Valle Olona, con
danni ingenti soprattutto per quest’ultima, aveva innescato una frana proprio su quel segmento della nuova tangenzialina. La sede stradale era quindi stata invasa da sassi, terra e fango a volontà, tanto da richiederne la chiusura temporanea per consentire la rimozione del materiale e il ripristino del transito regolare. Operazione eseguita come da prassi. Eppure anche oggi, secondo Bertoni, sono rimasti dei fattori di rischio che sarebbe bene non sottovalutare per evitare ulteriori problemi. «C’è un profondo solco verticale che scorre lungo il pendio e nella sistemazione dei danni in seguito all’alluvione lampo dell’Olona sono stati posizionati alcuni rami all’interno dell’incisione, probabilmente per ridurre la velocità dell’acqua e quindi l’erosione. A questa misura tampone non è però seguito alcun intervento per la messa in sicurezza del pendio». La strada, in ogni caso, risulta normalmente percorribile.
La replica dell’assessore
Non c’è niente da temere – rassicura l’assessore varesino Gladiseo Zagatto – non è compito nostro occuparci di quella strada ma la teniamo comunque monitorata con i nostri tecnici per evitare problemi alla cittadinanza». Lavori e manutenzione, ordinaria o straordinaria che sia, spettano alla Provincia che provvede con l’intervento dei propri tecnici. Sono ingegneri che si confrontano costantemente con quelli comunali, come ha precisato Zagatto, e che intervengono in caso di richieste o segnalazioni che arrivano dai varesini. «Ci siamo interessati anche noi per quello che è successo durante il nubifragio. Il mio compito è seguire soprattutto la parte politica e normalmente chiamo l’assessore Baroni per segnalazioni o chiarimenti, mentre sono i nostri tecnici e l’ingegner Brolpito in particolare che hanno incontrato gli ingegneri dalla Provincia, per valutare quali interventi strutturali fossero necessari. Ci rapportiamo con persone capaci e qualificate nelle quali ho la massima fiducia: se hanno ritenuto di non fare ulteriori opere di contenimento è perché non erano necessarie».
e.marletta
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