Ambrosetti e la notte dell’idea «Mai chiudersi nei localismi»

Le sue scelte professionali, finché è stato possibile, le ha fatte sempre pensando di poter continuare a vivere a Varese, la sua città natale. Dove ieri pomeriggio, intervistato dal giornalista Gianni Spartà, Alfredo Ambrosetti ha raccontato la sua esperienza agli studenti dell’Insubria, dove ha spiegato anche come è nato il workshop di Cernobbio.

«Quando mi trovai a scegliere l’università, tra la Cattolica e la Bocconi scelsi la prima, perché più vicina alla stazione Cadorna, per andare velocemente a prendere il treno per tornare – ha raccontato – dopo la laurea mi arrivarono ottantasette offerte di lavoro. Scelsi Edison, per lo stesso motivo».

Il workshop di Cernobbio nacque una notte, durante un viaggio in treno con lo scienziato Umberto Colombo: «Volevamo aiutare i protagonisti dell’imprenditoria a comprendere le opportunità e le minacce del mondo esterno, ma per farlo era necessario affiancare all’analisi economica e sociale, anche quella politica e tecnologica».

La prima edizione fu un bagno di sangue dal punto di vista economico, ma tra gli ospiti c’era Beniamino Andreatta: «Si fermò a dormire a casa mia – racconta – E lì, sotto le stelle del Sacro Monte, mi disse di non aver mai imparato tanto come in quei tre giorni. Capii che era giusto insistere, che l’idea era quella giusta. E oggi siamo alla quarantesima edizione».

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