Anche i leghisti varesinifanno lo sciopero dell’ananas

VARESE (f. man.) Sarà sciopero dell’ananas per questo Natale, lo ha indetto il ministro dell’agricoltura leghista Luca Zaia. Suggestiva e provocatoria, la proposta non farà strappare le vesti ai nostri leghisti che per chiudere il tipico pranzo natalizio puntano su più tradizionali frutta secca e mandarini. Insomma, di fatto uno sciopero indolore per chi è abituato al buon vecchio menù che dalla nostre parti si ripete identico e immancabile ogni anno. «Mai mangiato a Natale che mi ricordi», ammette il sindaco varesino Attilio Fontana. Il pranzo natalizio si chiude piuttosto con mandarini, pesche e albicocche secche, niente di più classico per le nostre tavole e soprattutto storiche leccornie che hanno il sapore del passato per le generazioni meno giovani. E la frutta secca? «Certo, però solo le noci. Le noccioline proprio non mi piacciono, saranno anche varesine ma le lascio ai miei commensali». E se anche a casa Fontana di ananas non c’è ombra, bene secondo il sindaco aver lanciato la provocazione per rilanciare l’agricoltura: dobbiamo partire dalla valorizzazione dei nostri prodotti.«Ananas? A Natale?» si chiede il sindaco tradatese Stefano Candiani, di certo poco abituato al noto frutto esotico sulla tavola imbandita del giorno natalizio. Neanche a dirlo, in famiglia sono affezionati cultori di mandarini e frutta secca, nocciole incluse questa volta, il tutto a chiudere un pranzo

meno all’antica ma ormai convenzionale aperto con infinite varietà di paté, salmone, gamberetti, e «qualunque altra stupidaggine si possa trovare, insomma cose che durante l’anno non si mangiano quasi mai», seguito dall’immancabile tacchino ripieno. Ma soprattutto non mancherà per Candiani la tradizione della “buseca” divorata alle 3 di notte dopo la messa di Natale insieme al corpo musicale di Abbiate Guazzone: «Partono alle nove e vanno in giro per il paese fino all’una di notte, poi si va a messa, e infine si festeggia tutti insieme a casa di qualcuno di loro con la trippa calda calda». Certamente molto più nostrano dell’ananas d’importazione ma probabilmente ben più pesante per la digestione, sarà almeno un buon riscaldamento per preparare lo stomaco al sovraccarico natalizio.Ma il vero intenditore culinario tra i varesini è il senatore e sindaco besozzese Fabio Rizzi, quest’anno eccezionalmente esonerato dall’incarico di cuoco di famiglia perché ospite dei genitori. «Oca ripiena, non c’è dubbio», ci dice Rizzi, incerto sul menù della madre ma sicuro che le consuetudini non saranno tradite. Nemmeno dall’ananas. «Zaia ha fatto benissimo a lanciare la proposta, è una cosa semplice ma un segnale di attenzione importante ai nostri produttori. Comunque, se preceduto dallo zampone non c’è problema: basta che prima ci siamo i nostri piatti e poi, se avanza spazio, quelli degli altri».

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