Anoressia e bulimia prime cause morte per malattia tra ragazze

Anoressia e bulimia prime cause morte per malattia tra ragazze

Roma, 12 mar. (Apcom) – Anoressia e bulimia nervosa sono la prima causa di morte per malattia tra le ragazze, soprattutto tra i 12 e i 25 anni, le più esposte ai disturbi del comportamento alimentare di cui soffrono in Italia tra le 150 e le 200mila giovani. E’ il quadro allarmante tracciato dalla Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, Sisdca, che oggi a Roma, al Policlinico Umberto I, ha presentato alla stampa le più recenti statistiche su anoressia e bulimia nervosa e le proposte per migliorare la cura di queste patologie.

Perché la parte più difficile della cura è proprio convincere le ragazze a curarsi, ovvero a mangiare e a farlo con serenità. Sono ragazze lucide, intelligenti, studiano con profitto o lavorano bene, sono capaci di spiegare la propria situazione e comprendono in pieno i rischi della loro scelta, eppure continuano a dire di no alle cure, preferendo morire che aumentare di peso o perdere il controllo sul proprio corpo. E per questo i disturbi alimentari tendono a diventare cronici, non solo, gli esperti sono ancora più preoccupati, perchè i dati sono chiari: anoressia e bulimia sono in aumento.

I disturbi del comportamento alimentare, non vanno infatti
sottovalutati, sono – sottolineano i medici – patologie gravi,
invalidanti, con elevato indice di mortalità. Colpiscono
abitualmente giovani donne in età compresa tra i 12 e i 25 anni,
richiedono cure prolungate il cui esito è favorevole nel 70% dei
casi, mentre nel 30% dei casi si parla di malattia molto
resistente alle cure e cronicità. Attualmente, la prevalenza di
anoressia nervosa e bulimia nervosa nella popolazione generale è
dello 0.2% – 0.3%: ovvero in Italia, su circa 60 milioni di
abitanti, si possono calcolare 150-200 mila ragazze malate. A
queste vanno aggiunti casi atipici e i casi di non altrimenti
classificati (Ednos), per cui i numeri si possono triplicare.

E` forte inoltre il rischio di cronicizzazione con l`insorgenza
di complicanze mediche e psichiatriche. La mortalità per suicidio
o per complicanze somatiche conseguenti alla malnutrizione è del
10% a dieci anni dall`esordio e del 20% a venti anni: costituisce
la prima causa di morte per malattia nella fascia di età compresa
tra i 12 e i 25 anni, in pazienti di sesso femminile, ovvero
0,56% all’anno.

Non solo i disturbi del comportamento alimentare sono la prima
causa di morte per malattia tra le giovani donne, ma “si tratta
di patologie in continuo aumento – ha dichiarato Roberto Ostuzzi,
presidente di Sisdca – tanto da rappresentare ormai un vero
allarme socio-sanitario”, e il dato è ancora più preoccupante
perché “fare accettare una terapia a chi soffre di un disturbo
alimentare è particolarmente difficile per la natura stessa della
malattia ed è proprio questo elemento che determina la frequente
cronicizzazione della patologia”.

Il primo problema è quindi come riuscire a convincere le giovani
a curarsi, come fare per attuare le cure `salvavita` e garantire
una continuità di trattamento. “La terapia per essere accettata
ha bisogno di un preciso percorso che cerchi di coinvolgere le
ragazze e creare con loro la necessaria relazione”, continua
Ostuzzi, che però avverte: “Nelle situazioni più gravi a volte è
necessario ricorrere a trattamenti salvavita coercitivi”. Ma
questo è molto difficile, stante le norme attuali che regolano il
trattamento sanitario obbligatorio, ed è proprio questo il
problema – spiega il presidente del Sisdca – che gli esperti
hanno voluto sollevare, “proponendo nuove modalità operative che
possano risultare più utili e praticabili invece che ricorrere al
trattamenti sanitari obbligatori tramite i servizi Psichiatrici”.

Red/

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google