Carlo Meazza è di certo uno che non le manda a dire, così, in visita a Expo per un servizio fotografico, si è trovato a pochi passi dae in visita al padiglione della Germania, ma ciò che ha visto non è stato esattamente quello che il giorno successivo ha letto nei giornali, che parlavano dei due leader circondati da centinaia di persone. La realtà è un’altra e il fotografo varesino, dopo aver inviato una lettera aperta a “Il fatto quotidiano” per denunciare la cosa, ci racconta la sua versione dei fatti.
Sì c’ero e stavo un po’ in disparte, così ho visto e sentito cose che mi sembra i giornali non abbiano raccontato o l’abbiano fatto solo parzialmente. Molta gente capitava lì per caso, chiedendosi il perché di quelle persone radunate all’esterno del padiglione tedesco e si fermava a sua volta, contribuendo ad aumentare il “bagno di folla”, come i giornali hanno titolato il giorno dopo, secondo me esagerando un po’. Con Sofia Loren e Celentano ci sarebbe stato maggior afflusso di pubblico. Ho sentito diversi fischi, qualche “ladri-ladri…vergogna…”, alcuni commenti negativi sul nostro governo e soprattutto su Renzi, mentre non ho sentito niente di personale e di negativo all’indirizzo di Angela Merkel, che invece molti chiamavano per nome, sperando forse di incontrarne lo sguardo.
Lo spunto più interessante è arrivato dal mondo dell’Expo nel suo insieme: soprattutto la gente, con l’andare avanti e indietro per un intero giorno, lo sdraiarsi a riposare sulle apposite strutture di legno, esausta per i chilometri percorsi e per il caldo, l’arrangiarsi a pranzo con le cose portate da casa, lo stare in fila per parecchio tempo all’ingresso di molti padiglioni e molte altre cose…
È una manifestazione che si sta svolgendo con ordine, è ben organizzata, credo che questo faccia bene a Milano, se lo merita. La città migliora di anno in anno e, anche in relazione all’Expo, credo fosse difficile fare meglio. Ha un sindaco per bene, che non si vanta di esserlo con nessuno – son sicuro nemmeno con se stesso – in una città importante come Milano. Pisapia non lo fa per potere o per ambizione salottiera, e si vede.
Non ho visto tutti padiglioni, quindi il mio è un giudizio parziale. Certamente quello di Slow Food è molto interessante, assai nel tema e bello. Oltretutto so che una volta smontato sarà portato in Africa e adibito a scuola, un’azione davvero notevole.
Molti visitatori hanno l’atteggiamento di chi va a una qualsiasi fiera campionaria, non so quali messaggi arrivino loro riguardo al tema di questo Expo. Gli stranieri, venendo da lontano, mi sembrano più motivati, ma non ne sono certo.
Anch’io non sono convinto fino in fondo che serva. Andarci secondo me è bello, sembra di fare il giro del mondo in un giorno e questo per i bambini, per i ragazzi, per tutti è una bella cosa. Ci sono persone di diverse provenienze, con abiti, volti, colore della pelle diversi, frequentano lo stesso luogo e stanno bene assieme. Ma fuori, poi? Sarebbe uno splendido risultato se armonia e rispetto, che mi pare lì ci siano, continuassero e si trovassero sempre, anche oltre quell’isola felice. Come? C’è secondo me una sola risposta: scuola, sapere e senso di appartenenza a una comunità. Con queste cose si combatte il razzismo.
Non so rispondere a questa domanda. A proposito di turismo, vedo però che per andare da Varese al Campo dei Fiori occorre prendere quattro mezzi pubblici!
In democrazia un’alternativa c’è sempre, sull’aggettivo valida non so. Il Pd deve fare chiarezza, domandando alcune cose al suo segretario nazionale, per esempio qualche nome tra chi ha affossato Prodi, il mandante di quell’operazione, cosa c’entrino Verdini con il Pd e il nome di Gramsci sull’ultima edizione de “l’Unità”.
Poi ci sono i temi locali, sui quali non mi sembra ci sia chiarezza, è facile parlare in generale di lavoro, scuola, sanità, trasporti, ambiente. Ognuno in politica ne parla, peccato che alle parole non seguano i fatti.
Posso fare un’osservazione generale? Certo che dopo quasi vent’anni di Berlusconi e C. pensavo che l’Italia si meritasse di più, almeno per la pazienza dimostrata. Invece no, ecco Renzi da una parte e Salvini dall’altra…













