«Arrestatemi, voglio la libertà» E “fugge” dalla casa del fratello

«Arrestatemi, voglio la libertà»
E “fugge” dalla casa del fratello

«Vi prego portatemi in carcere. Voglio andare in carcere ve lo chiedo con tutto il cuore».

Un napoletano di 46 anni, si è rivolto stremato e supplicante ai carabinieri abbastanza sorpresi dalla richiesta. Perché sulla carta sarebbe un privilegiato. Lui arrestato a Torre Annunziata con l’accusa di spaccio di droga è stato messo ai domiciliari. A Varese.

I giudici partenopei hanno infatti deciso di addolcirgli la misura cautelare ma di allontanarlo dal luogo dove aveva venduto droga per mesi creandosi un affezionato giro di clienti che lui avrebbe anche potuto tentare di contattare continuando a delinquere.

Meglio mettere quasi mille chilometri di distanza tra il pusher e i suoi affari. In soccorso alla situazione è arrivato il fratello, fratello incensurato e trasferitosi al nord da anni, che a Varese vive tranquillo con la moglie e il figlioletto.

Un idillio. Non per l’uomo, però, che di quella convivenza forza non ne ha potuto più correndo dai carabinieri e supplicando di essere portato in carcere. Perché quel fratello per bene, preciso, regolare nella vita e nelle abitudini, con quella moglie tranquilla e quel bimbo esuberante (in sintesi quella famiglia normale) davvero lui non la reggeva più.

Ogni giorno erano litigi, discussioni, l’uomo, sofferente nella sua costrizione alla normalità, avrebbe anche più volte avuto comportamenti autolesionisti.

Ma la legge non consente di portare in carcere chiunque lo chieda, neanche se questi ha di fatto già commesso un reato con un giudice che ha però già disposto una misura diversa. Che fare? Serve un reato: ecco il reato. È evaso e, come i piccini che non vogliono andare a scuola, ha finto un malore. Alle 14 dell’altro ieri, ha varcato la soglia della casa del fratello, infrangendo l’ordine del giudice, presentandosi al pronto soccorso dell’ospedale di Circolo.

A quel punto il pubblico ministero l’ha accontentato: arrestato per evasione (l’arresto è già stato convalidato) a carico del fuggiasco è stata disposta la misura di custodia cautelare in carcere.

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