VARESE "Le nostre ragazze hanno avuto molta paura, è la prima volta che succede una cosa del genere, forse è il caso di prestare attenzione a chi entra nel bar dopo una certa ora": è preoccupato Lele Selva, titolare dello storico bar Bosisio in via Marcobi, teatro di un’aggressione a una sua dipendente giovedì sera poco dopo le 23, quando il locale era ormai prossimo alla chiusura. È stata ferita con un coltello, per fortuna solo superficialmente.
Scopo dell’assalto alla ragazza, un tentativo di rapina andato a vuoto per l’ostinata resistenza opposta dalla stessa, una giovane brasiliana, e dalla sua collega, una ragazza cubana, che non hanno voluto aprire la cassa pur minacciate da due avventori ubriachi. Pochi minuti dopo, all’arrivo della squadra volante della polizia, i due aggressori sono stati acciuffati e arrestati: si tratta di un varesino di 34 anni, con precedenti per droga, e di un tunisino irregolare di 25 anni, già noto per reati come rapina, furto, rissa, lesioni, e droga.
Sono passate da poco le 23: i due avventori in realtà stazionavano già da un’ora seduti ai tavolini sotto il portico. Le ragazze pretendono che venga pagato il conto, ma quelli non se ne danno per intesi, anzi, dicono che dovrebbero essere loro ad essere pagati e si intrufolano all’interno del locale, mentre le commesse cercano di abbassare la serranda. Una volta dentro chiedono che venga aperto lo sportello della cassa, le ragazze si rifiutano, una, la brasiliana, viene avvicinata dall’italiano e minacciata con un coltello da cucina che si trovava sul bancone: anzi, le appoggia la lama al polso, tagliandola per fortuna solo superficialmente (5 giorni di prognosi). La collega intanto riesce a chiamare il 113 e il titolare del negozio. Vista la strenua resistenza, i due ubriachi mollano, e se ne vanno, Ma escono dal bar proprio mentre su via Marcobi convergono gli agenti di polizia di ben tre volanti: in breve vengono raggiunti e .
L’accusa per entrambi è di tentata rapina, mentre per l’italiano scatta anche l’accusa di lesioni personali. Al tunisino, che è andato in escandescenze all’arrivo della polizia, viene contestata la resistenza a pubblico ufficiale, nonché il porto abusivo di arma atta ad offendere.
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