Autovelox e T-RedVarese ne vuole di più

VARESE Più photored e autovelox. La città giardino ha paura delle auto lanciate a folle velocità e si vuole affidare ai controllori elettronici. Un metodo non considerato una truffa, ma un ottimo deterrente per frenare gli incidenti. La proposta arriva dal leghista Carlo Piatti, il quale difende gli attuali photored. E denuncia la scopertura di incroci pericolosi. «L’amministrazione è sempre stata rigorosa nell’utilizzare questi sistemi entro i termini di legge, senza vessare i cittadini – spiega – non per niente i dati dimostrano che gli incidenti sono diminuiti e in generale il comportamento degli automobilisti, lungo

le strade dove sono presenti i photored, è più prudente».Proprio per questi risultati, il consigliere comunale propone di aumentarne l’utilizzo di qualche unità. Senza troppo eccedere, ma andando a coprire incroci che sono anche più pericolosi di quelli attualmente coperti. «Servirebbe il photored anche in via Sacco – continua Piatti – oggi infatti un impianto è presente all’incrocio tra via Sacco e via Staurenghi, ma monitora solo le auto che provengono da quest’ultima. Mentre manovre azzardate e pericolose vengono fatte spesso lungo la via del municipio, dove l’alta velocità mette spesso in difficoltà i pedoni».

IN CENTRO
Ma on solo via Sacco presenta problemi di sicurezza. «Dopo l’autostrada, l’incrocio tra via Magenta e via Piave continua a essere nella più completa insicurezza – aggiunge Piatti – anche se lì, prima di pensare a un photored, occorrerebbe almeno riuscire a tenere acceso l’impianto anche di notte. Un problema che avevo denunciato tempo fa, ma che non è ancora stato risolto». In linea generale, il lumbard propone un «uso moderato dei photored, perché non ha senso metterli ad ogni angolo. Ma visto che li usiamo tanto vale coprire i punti viabilistici più pericolosi».

LE PERIFERIE Dal centro alle periferie. Dove le circoscrizioni convivono con il dramma delle infrazioni stradali, dall’alta velocità agli incroci a rischio. E che, dopo una circolare del Ministero, resteranno a bocca asciutta. I parlamentino avevano infatti chiesto al Comune l’installazione, su alcune strade periferiche, di autovelox per il monitoraggio della velocità. Non di quelli che fanno le multe, ma dotati di pannelli che servono a ricordare agli automobilisti che stanno andando troppo veloci. Ma lo Stato ha recentemente bloccato la loro installazione. «Siamo delusi e arrabbiati – conferma il presidente della terza circoscrizione Massimo Realini (Lega Nord) – durante l’ultimo consiglio abbiamo espresso all’unanimità forte preoccupazione per questo progetto che non

è andato in porto. Sul nostro territorio non abbiamo incroci semaforici pericolosi, ma la presenza di strade lunghe crea l’allarme legato all’alta velocità. A causa del comportamento sconsiderato di molti automobilisti, si sono verificati parecchi incidenti negli ultimi anni. Adesso, se gli autovelox sono considerati illegali dal Ministero, dovremo trovare altre soluzioni. Le nostre richieste di messa in sicurezza sulle strade restano: chiederemo interventi all’assessorato alla sicurezza per creare presidi una tantum con la polizia locale». Lo stesso vale per la circoscrizione 6. «Anche da noi l’installazione degli autovelox è saltata – commenta il presidente Gianluigi Lazzarini – in ogni caso aspettiamo che il Comune trovi altri metodi per combattere questo flagello».Marco Tavazzi

e.marletta

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