Banche-imprese: nemiche o alleate?

Confartigianato e Sda Bocconi fotografano il rapporto tra le pmi e il credito. Bilancio in chiaroscuro. L’obiettivo è il dialogo. Galli: «Credit Pass è un ponte. Istituti fornitori, non si va col cappello in mano»

Scattare una fotografia che ritragga l’attuale stato dei rapporti tra imprese e banche, attualmente tutt’altro che buono e fornire qualche spunto su come favorire il dialogo tra questi due protagonisti del sistema economico. Questo il duplice scopo della ricerca intitolata “I servizi finanziari per le piccole imprese: criticità e spazi di sviluppo”, realizzata da Confartigianato Imprese Varese in collaborazione con Sda Bocconi

e presentata ieri mattina nella sede dell’università milanese. «Abbiamo sentito il bisogno di affidare alla Sda Bocconi il compito di svolgere un’attività di carattere scientifico sul nostro territorio, intervistando direttamente gli imprenditori, per avere una fotografia del rapporto tra imprese e banche e per capire come migliorare il servizio di assistenza alle aziende» ha spiegato Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Varese.

La ricerca guidata dal professor Carmine Tripodi ha coinvolto ben trecento imprenditori alla guida principalmente di piccole imprese, per la stragrande maggioranza con massimo cinque dipendenti e con l’età del titolare compresa soprattutto tra i 40 e i 50 anni. Dallo studio è emerso che gran parte delle Pmi è attiva sul fronte dei finanziamenti, con una data ultima di credito che spazia da “meno di un anno fa” per il 34% dei casi a “oggi” per il 26%. Dalle interviste agli imprenditori, è emerso che sono i titolari a occuparsi, nel 71% da soli e nell’8% con l’ausilio di un commercialista, della questione dei finanziamenti. «Dall’indagine – ha spiegato Tripodi – emerge anche una non corretta percezione delle proprie competenze in materia da parte delle imprese e anche poca familiarità con lo strumento del businnes plan».
Nel rapporto con le banche, come le aziende scelgono i loro interlocutori? Risultano molto importanti l’esperienza e la bravura, mentre relazioni e passaparola pesano molto meno; quando nell’impresa nasce il bisogno di una consulenza finanziaria, gli imprenditori intervistati pensano come prima ipotesi a rivolgersi alla banca e subito dopo a Confartigianato. I risultati del rapporto con gli istituti di credito non sono però soddisfacenti.

Solo il 33% di chi si rivolge a una banca si dice soddisfatto e solo il 14% risponde di non essere mai stato deluso dalle risposte ricevute. «Gli imprenditori cercano empatia e comprensione dalle banche ma vorrebbero vederle il meno possibile» ha sintetizzato Tripodi. Le Pmi intervistate vorrebbero che le banche si prendessero maggiormente cura dell’interesse delle aziende, che le aiutassero a scegliere i prodotti e che proponessero un servizio più personalizzato; all’ultimo posto dei desiderata, visite più frequenti. «Si delinea una realtà con due soggetti che non possono prescindere uno dall’altro ma che sono molto distanti – ha concluso Tripodi – bisogna facilitare il dialogo, creare occasioni di frequentazione, come incontri e seminari o anche servizi di consulenza “soft”».
Dopo la presentazione della ricerca, sono intervenuti Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese e Federico Visconti rettore della Liuc. «Con l’iniziativa del Credit Pass stiamo creando un ponte – ha detto Galli – gli imprenditori devono considerare le banche come un fornitore con cui ci si comporta con correttezza, ma senza presentarsi con il cappello in mano. Un altro problema da affrontare è quello della sburocratizzazione; per acquistare un tornio per la mia azienda ho fatto un finanziamento per il quale ho dovuto apporre 72 firme». Da economista l’analisi del rettore dell’università di Castellanza. «Un problema enorme ancora sul tavolo è che oggi le aziende hanno bisogno di finanziamenti per far fronte alle emergenze più che per nuovi progetti di sviluppo – ha affermato Visconti – Il ruolo della banca è fondamentale perché deve tornare a stimolare la propensione al mettersi in gioco e a contribuire a rimuovere gli ostacoli al fare impresa».