Roma, 14 mar. (Apcom) – Nuovo round nello scontro fra il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Al centro del duello la decisione del governo di affidare ai prefetti il monitoraggio sulla stretta creditizia da parte delle banche a famiglie e imprese. In una lettera scritta tre giorni fa alle filiali locali, il governatore si era detto contrario all’idea di
affidare ai prefetti la raccolta sui dati sul credito. E’ passato subito all’attacco il titolare dell’Economia che da Londra ha rassicurato sul massimo impegno da parte dei prefetti. E alzando un pò il tiro ha affermato che la vigilanze sulle banche dovrebbe essere affidata alla Bce. Ieri, tuttavia, la Banca d’Italia è tornata sulla questione garantendo “massima disponibilità” a dare informazioni alle prefetture sull’andamento del credito sul territorio.
Non è la prima volta che l’inquilino di palazzo Koch e di via
Venti Settembre si trovano ad avere posizioni divergenti. Già in
occasione di una delle prime mosse di Tremonti, la Robin Hood
tax, Draghi aveva bacchettato il governo. Poi è stata la volta di
Tremonti che ha ‘pizzicato’ il governatore definendo
“un’aspirina” la ricetta del Financial stability forum per
affrontare la crisi dell’economia globale. E ancora, pochi mesi
fa il ministro ha ‘snobbato’ le previsioni sul Pil del centro
studi della Banca d’Italia, parlando di “congetture” e di
“mestiere da astrologi”.
E da ieri in Inghilterra – mentre il ministro e il governatore si trovano faccia a faccia in occasione dei lavori sul G20 – si è consumata una nuova puntata. Già ieri mattina da Londra, Tremonti ha replicato alla circolare di Bankitalia: “Ci sarà un grandissimo impegno dei prefetti” negli Osservatori sul credit crunch. Per me – ha aggiunto – è stata ragione di grande orgoglio prendere la parola davanti a tutti i Prefetti della
Repubblica italiana”. Il ministro poi ha annunciato che la settimana prossima si potrebbe svolgere una nuova riunione del Credit day con Confindustria, Abi e sindacati, in cui il governo vorrebbe riferire anche sull’avanzamento dei lavori degli Osservatori. E spingendosi un pò oltre ha detto che i controlli su tutte le banche europee dovrebbero passare alla Bce. “Darei tutta la vigilanza sulle banche alla Bce, altrimenti è come se il controllato viaggiasse in Ferrari e il controllore in bicicletta…”.
La Banca d`Italia intanto, precisando il senso della
comunicazione inviata alle proprie filiali, ha confermato “la
massima disponibilità a corrispondere alle esigenze informative
delle Prefetture fornendo dati aggregati e analisi sull`andamento
del credito a livello territoriale”. In particolare, palazzo Koch
ha osservato che la nota ha lo scopo di fornire alle Direzioni
locali della Banca d`Italia “chiarimenti e indicazioni” ed è
volta “a uniformare il comportamento delle Filiali su tutto il
territorio”.
Fortemente critico il leader del Pd, Dario Franceschini, che ha
avvertito il governo di “non toccare” l’autonomia della Banca
d’Italia. “Non condivido questa assurdità che le prefetture
devono controllare il credito”, ha detto Franceschini chiedendo
di lasciare fuori dalle polemiche la Banca d’Italia. Sulla
questione è intervenuto anche il leader del Carroccio, Umberto
Bossi, che ritiene giusto attivare controlli sul credito
erogato delle banche presso le prefetture, “ma non con i
prefetti” perché “non tutti i prefetti capiscono di economia”,
meglio “ci siano anche le associazioni imprenditoriali”. Anche
per Emma Marcegaglia, numero uno di Confidustria, “è importante
il ruolo attivo del mondo imprenditoriale”. Secondo
l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, “è
una picconata alla Banca d’Italia un pò eccessiva”. Tuttavia ha
garantito la disponibilità alla “la più completa collaborazione”.
Gab
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