VARESE «Buongiorno, sono un tifoso di questi splendidi colori, volevo cogliere l’occasione per complimentarmi con la società per avere adibito a proprie spese una zona del Palazzetto in cui le persone più sfortunate possono assistere alle partite in maniera comoda. In questo periodo di difficoltà per tanti, lo trovo un esempio altissimo di civiltà. Avanti cosi. Davide Bernasconi».
Semplice e diretta, questa lettera è arrivata nel pomeriggio di ieri in casa Pallacanestro Varese. Arriva da un tifoso: uno qualunque, uno dei tanti, uno capace di riempire il cuore solo con poche righe. Non conosciamo il signor Davide Bernasconi, non sappiamo se lui sia un tifoso in grado di andare al palazzetto camminando sulle sue gambe o se invece sia costretto a spingere fin dove riesce una sedia a rotelle. E, francamente, non ce ne frega nulla.
Davide Bernasconi, chiunque sia, è una persona che ha avuto la forza di capire e quella, ancora più grande, di ringraziare. La realtà dei fatti è che la Pallacanestro Varese, con i lavori fatti in estate al palazzetto, ha avuto la sensibilità di pensare anche (soprattutto) ai tifosi che, diciamo così, sono un po’ più sfortunati degli altro. Loro: i disabili, quelli che negli stadi e nei palazzi meno evoluti (la maggioranza, purtroppo) rappresentano un problema da risolvere perché non si sa dove metterli. Da quest’anno il PalaWhirlpool ha un’area dedicata
a loro e alle loro carrozzine: dietro le panchine, su una pedana larga e sicura, in una delle zone del parterre più ambite e dalle quali si vede meglio. Per ricavare questo spazio la società ha speso dei soldi, ha rinunciato a posti che avrebbe potuto vendere o regalare a qualche sponsor, ha spostato la tribuna stampa. E allora diciamo che siamo orgogliosi di avere a che fare con una società così: capace di guardare al di là delle logiche sportive alle quali eravamo abituati. Una società, in una parola, diversa.
E ad essere felice di quanto successo è anche l’amico Roberto Bof, da sempre in prima linea di fianco ai “fratelli” disabili e ai loro problemi. «Felicissimo – ci ha detto – perché ora entrare al palazzetto è un po’ come entrare in un salotto buono: per tutti gli spettatori, disabili compresi. Ora anche i tifosi in carrozzina si sentiranno come gli altri, e non degli intrusi». Dal palazzetto allo stadio, in linea d’aria, ci saranno duecento metri: «Anche allo stadio la sistemazione dei tifosi disabili è dignitosa: considerata la situazione degli stadi, direi che ci si può accontentare. Sono stati sistemati dietro alle panchine, è stata fatta una tettoia, è stata levata quella rete che rendeva impossibile vedere la partita. Per essere Varese, la situazione è egregia».
E allora parlare dell’altra Cimberio Varese, quella di basket in carrozzina, la squadra nata grazie alla palla “lanciata” proprio da Roberto Bof e raccolta da Cecco Vescovi e Michele Lo Nero, è quasi naturale. Il prossimo campionato di serie B di basket in carrozzina vedrà ai nastri di partenza anche Varese, con una squadra forte che ha già l’obiettivo di centrare la promozione e conquistare la serie A. Le partite inizieranno nel mese di dicembre, la Cimberio giocherà gli impegni casalinghi il sabato alle 17 nella palestra di Valle Olona: c’è bisogno del sostegno di tutti i tifosi. «La Pallacanestro Varese – sottolinea il capitano della squadra Carlo Marinello – non fa beneficenza nei nostri confronti: ha sposato il nostro progetto, e ci sarà vicina per i prossimi tre anni. E questo, per noi, è un grande onore».
Francesco Caielli
a.confalonieri
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