Le imprese sono diverse le une dalle altre: le piccole hanno dinamiche differenti rispetto alle grandi aziende, ma anche due piccole imprese sono diverse tra loro, per modalità organizzative, per cultura, storia, prodotti. Così come sono molto diversi i mercati: oltreconfine c’è il mondo, con lingue, culture, tradizioni e bisogni di acquisto differenti. Se pensiamo alle infinite combinazioni che tutti questi diversi elementi messi insieme possono formare allora è facile capire come un percorso di internazionalizzazione vada studiato nei minimi dettagli e non possa essere standardizzato.
«Alcune imprese hanno delle potenzialità che neppure conoscono» spiega Matteo Campari dell’area internazionalizzazione e innovazione di Confartigianato Imprese Varese «e se c’è un valore in più che possiamo dare oggi alle nostre imprese è proprio un percorso di internazionalizzazione studiato passo dopo passo». Un percorso che parte da una visita in azienda: «Andiamo fisicamente dall’imprenditore, dai sui collaboratori, per guardare e capire i suoi prodotti e tutte le sue potenzialità – racconta Campari – perché bisogna prima di tutto imparare a promuovere la qualità dei prodotti e capire cosa e come andare ad esportare». Quello che fa Confartigianato «è una vera e propria attività di coaching: affrontiamo insieme ogni aspetto, facciamo un passo per volta, stendiamo un business plan, capiamo quali forze e quali risorse serviranno per intraprendere un percorso sui mercati esteri». E non potrebbe che essere così, sottolinea Campari «perché in questo ambito non si può standardizzare, ma serve un orientamento ». Certo, Confartigianato grazie alla sua esperienza può anche suggerire quali sono i mercati migliori, «facciamo da bussola per le imprese che vogliono partire ma anche per quelle che già operano all’estero e vogliono ampliare il loro percorso». Ci sono mercati vicini e lontani «mercati difficili ma anche tante piccole nicchie che si possono aprire per le piccole e medie imprese».
Ruolo dell’associazione, ricorda Campari «è quello di valorizzare le peculiarità di tutti» ma anche quello di aprire nuovi canali e nuovi ponti di relazioni, come è successo con la partecipazione di Confartigianato Varese alla 50esima edizione del Simposio Acquisti e Logistica che si è tenuto pochi giorni fa a Berlino, un’occasione importante per affermare le potenzialità delle imprese varesine ma anche per costruire relazioni, rapporti, collaborazioni, contatti. Cosa che è avvenuta con grande successo anche grazie al progetto , nato in occasione di Expo in collaborazione con Ice, l’Agenzia per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con l’obietto di far incontrare a potenziali clienti esteri le imprese artigiane del settore della meccanica, dell’arredo, del legno, dell’agroalimentare, della moda e delle costruzioni. «Sono stati organizzati 28 incontri di incoming – racconta Campari – e in tutto sono stati realizzati personalizzati che hanno portato, nel semestre di apertura del Village, a oltre . Sono arrivati 470 buyer da tutto il mondo per incontrare le imprese artigiane che così non solo hanno avuto modo di aprirsi al mondo, ma anche di incontrarsi tra loro rafforzando rapporti e iniziative in una dinamica molto positiva».













